La sanità italiana? La 12esima al mondo, meglio di Francia e Germania

Risultati positivi per la sanità italiana a livello mondiale (LaPresse)
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La speciale classifica del "Lancet" esamina la mortalità per 32 malattie, la qualità del servizio e l'accessibilità alle strutture di intervento. Al vertice ci sono Andorra, Islanda e Svizzera

Non è tra i primi dieci, ma per il Sistema sanitario nazionale italiano arriva un onorevole dodicesimo posto, meglio di Stati Uniti e di Germania. La speciale classifica basata su un punteggio ricavato a partire dalla mortalità per 32 malattie, è stata elaborata dalla rivista "The Lancet" sulla base dei dati del Global burden of disease (l'autorevole e indipendente istituto dello Stato di Washington) aggiornati al 2015. Il rapporto è frutto della collaborazione di decine di ricercatori in tutto il mondo.

I parametri presi in esame dalla ricerca

Lo studio ha preso in esame 32 malattie per le quali la morte può teoricamente essere evitata, a condizione di avere un rapido accesso a cure efficaci: dalla difterite alla tubercolosi, fino ad alcuni tumori come il cancro al seno. Da queste è scaturito un indice costruito partendo dai dati sulla mortalità corretti per una serie di parametri specifici per ogni Paese. Tra gli elementi presi in esame anche la qualità del servizio sanitario e l'accessibilità delle strutture. La ricerca affronta anche il divario tra il rendimento in campo sanitario e il livello di sviluppo di un Paese. "Questi risultati suonano come un avvertimento - sottolinea Christopher Murray, direttore dell'Institute for health metrics dell'Università dello Stato di Washington e coordinatore dello studio - aumentare il livello di sviluppo non porta necessariamente ad una migliore qualità e l'accesso alle cure sanitarie".

La classifica nel dettaglio

I Paesi sotto esame sono stati 195 in un arco di tempo dal 1990 al 2015. Al primo posto, con un punteggio combinato di 95 su 100, si piazza Andorra, seguita dall'Islanda (94 punti) e dalla Svizzera (92 punti). Tredici dei primi quindici Paesi appartengono all'Europa occidentale. L'Italia è appunto dodicesima con 89 punti, tre posizioni sopra la Francia e meglio della Germania, solo ventesima. Mentre il Regno Unito è al trentesimo posto, gli Stati Uniti addirittura al 35esimo. Invece la Spagna ci supera con una ragguardevole ottava piazza (90 punti). Buone anche le prestazioni di Svezia (quarta), Norvegia (quinta), Australia (sesta), Finlandia (settima), Olanda (nona), Lussemburgo (decimo) e Giappone (undicesimo). Per il nostro Paese solo la mortalità per linfoma di Hodgkin e la leucemia hanno un punteggio inferiore a 70, due patologie che hanno comunque una valutazione bassa per quasi tutti gli Stati, anche quelli nella top ten. Ultima del ranking è la Repubblica Centrafricana con appena 29 punti. Gran parte del fondo della classifica è occupata da nazioni dell'Africa subsahariana. "Nonostante i miglioramenti degli ultimi 25 anni - ha concluso Christopher Murray - le disuguaglianze tra i paesi migliori e i peggiori stanno crescendo".

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