Morbillo, superati i mille casi dall’inizio del 2017

L’86% dei casi proviene da Piemonte, Lombardia, Lazio, Toscana, e Abruzzo (Getty Images)
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L’allarme è stato lanciato dall’Istituto superiore di sanità e dal Ministero della Salute: nel 33% dei casi la patologia ha causato almeno una complicanza, nel 41% un ricovero e nel 14% un accesso al pronto soccorso 

Nei primi tre mesi del 2017 i casi di morbillo in Italia sono stati 1.010 a fronte dei circa 850 di tutto il 2016. È quanto emerge dal bollettino settimanale istituito dal Ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità (Iss), che conferma i timori sulla diffusione della patologia, anche in considerazione del picco registrato nel mese di gennaio. "L'aumento dei casi di morbillo conferma l'allarme - ha scritto in un tweet il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin - fondamentale e urgente l'applicazione del nuovo piano vaccini". Il 90% dei pazienti colpiti dall'inizio dell’anno, secondo il documento, non era infatti stato sottoposto al trattamento di prevenzione.

 

 

L'analisi - Il bollettino, attraverso un’infografica, fornisce una panoramica sulla distribuzione dei casi segnalati dal Sistema di sorveglianza integrata morbillo e rosolia divisi per regione, fascia di età e stato vaccinale. Dall’analisi emerge che la patologia può avere anche conseguenze serie. Nel 33% dei casi, infatti, il morbillo ha causato almeno una complicanza, nel 41% un ricovero e nel 14% un accesso al pronto soccorso. In generale dall'1 gennaio al 26 marzo 2017 in quasi tutte le regioni, diciannove su ventuno, sono stati segnalati dei casi, anche se la maggior parte (l’86%) proviene da Piemonte, Lombardia, Lazio, Toscana, e Abruzzo. La fascia d’età più colpita è quella che va dai 15 ai 39 anni, con il 57% dei casi, seguita da quella tra gli 0 e i 14 con il 26%: di questi ultimi il 50% erano bambini con meno di un anno di età. Infine gli adulti (con più di 39 anni) ad aver contratto la malattia sono stati il 17% dei casi. Segnalati anche 113 casi tra gli operatori sanitari.

 

Sotto osservazione - In Italia, nel 2005, è stato avviato il Piano di eliminazione del morbillo che prevedeva un programma di vaccinazione gratuita e fortemente consigliata al fine di prevenire la patologia. Per arrestare la circolazione del virus nella popolazione, fa sapere il Ministero, è necessaria una copertura del 95%, soglia che è stata avvicinata nel 2015, con l'85,3% dei bambini che si è vaccinata a 24 mesi, ma che è scesa l’anno successivo. Il nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-19 prevede la vaccinazione contro la malattia al secondo anno di vita e mira a innalzare gli obiettivi di copertura per permettere all’Italia di raggiungere lo status di Paese "morbillo-free". Una condizione ancora ben lontana, tanto che il 28 marzo la nostra nazione è stata inserita dall’ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità  tra i 14 Stati in cui la malattia è ancora endemica. E proprio da sette di questi 14 Paesi, provengono, secondo l’Oms, la maggior parte degli oltre 500 casi registrati a gennaio.

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