Pd, scontro Lotti-Franceschini. Legge elettorale slitta a settembre

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Dopo le comunali il ministro ai Beni culturali commenta: “Si è rotto qualcosa col Paese”. Il titolare allo Sport replica: “Non si può sempre rimettere tutto in discussione”. Orfini tenta il riavvicinamento con Prodi. La riforma elettorale riprenderà dopo l’estate

Il voto delle elezioni comunali (LO SPECIALE) ha lasciato strascichi in casa Pd. Dopo le tensioni tra il segretario Matteo Renzi e l’ex primo ministro Romano Prodi, anche oggi si sono registrate schermaglie tra esponenti del Partito democratico. Un’intervista a Repubblica del ministro ai Beni culturali Dario Franceschini ha riacceso gli animi. "Quando perdi vuol dire che si è rotto qualcosa con il tuo elettorato, con il Paese, e devi capire cosa. Devi ricucire. I numeri di questa tornata amministrativa purtroppo parlano chiaro”, ha detto il ministro. "Non ci troviamo solo di fronte a una sconfitta politica del centrosinistra, ma a un bivio. La via da intraprendere non può essere che quella della ricomposizione del centrosinistra". 

La replica di Lotti

Alcune ore dopo, il ministro allo Sport Luca Lotti ha replicato alle parole di Franceschini. “Credo che non ci sia molto da rispondere. Non possiamo rimettere sempre in discussione tutto. Abbiamo votato, pochi giorni fa, abbiamo fatto le nostre primarie: in due milioni hanno espresso il loro voto a Renzi, fine della discussione. No al logoramento interno". Quanto alle comunali "analizziamo tutto, ma se parti subito con l'attacco in questo modo è un'offesa per le persone che hanno votato".

Franceschini ribatte: discussione appena iniziata

Il ministro Franceschini ha quindi a sua volta risposto alle parole di Lotti: "A dire la verità la discussione è appena iniziata. In un partito che si chiama democratico, discutere civilmente e apertamente del proprio futuro e di come andare alle prossime elezioni, se da soli o in coalizione, è una cosa normale, positiva e utile che non comporta la messa in discussione della leadership del segretario che abbiamo eletto insieme alle primarie. Francamente siamo all'abc della democrazia interna”.

Orfini prova dialogo con Prodi

Le crepe nel Pd erano emerse già ieri con le parole di Romano Prodi, che si è detto “pronto a spostare la tenda” dopo che il segretario Matteo Renzi aveva liquidato le polemiche sulla coalizione. Oggi il presidente Orfini ha provato a spegnere lo scontro: "Nessuno ha auspicato che Prodi allontanasse la sua tenda. Noi auspichiamo che smonti la tenda e ritorni a casa. Quindi il nostro auspicio è, che invece di vivere in una tenda vicino al Pd, viva nel Pd di cui è stato fondatore. Figuriamoci se c'è voglia di polemizzare con Prodi su questo”.

Legge elettorale a settembre

Intanto sul fronte legge elettorale, la conferenza dei capigruppo a Montecitorio ha deciso che l’esame della riforma andrà in Aula a settembre, come chiesto dal Pd. Polemiche dalle altre forze politiche: Forza Italia chiedeva che si iniziasse già a luglio. Salvini ha commentato che è “scandaloso e vergognoso che si voglia perdere altri due mesi di tempo” mentre il M5S ha accusato i dem di voler “prendere tempo per arrivare fine legislatura”.

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