Como, i candidati sindaco e le proposte per le amministrative 2017

Una veduta su Como (Fotogramma)
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Mario Lucini, primo sindaco di centrosinistra nella storia della città, non si ricandiderà. Si riparte dunque con una sfida apertissima: in corsa sei candidati, di cui due indipendenti

La città di Como ritorna al voto dopo l'esperienza, avviata nel 2012, dell'amministrazione del democratico Mario Lucini, timoniere della storica prima Giunta di centrosinistra eletta nella città lariana da quando vige l'elezione diretta del sindaco. Il geologo, al termine di quest'esperienza, ha deciso di non ricandidarsi per lasciare spazio a un nome d'area cattolica, Maurizio Traglio, vincitore delle primarie del Partito democratico. Come per tutte le altre città chiamate a votare in questa tornata di elezioni amministrative, i seggi saranno aperti dalle 7 alle 23 dell'11 giugno. Nel caso nessun candidato non dovesse raggiungere la maggioranza assoluta, il ballottaggio fra i primi due arrivati al primo turno si svolgerà il 25 giugno. (TUTTI I RISULTATI IN TEMPO REALE).

Il centrodestra si presenta unito

In corsa per Como ci saranno, inoltre, Mario Landriscina (centrodestra), Celeste Grossi (Sinistra italiana), Bruno Magatti (indipendente), Alessandro Rapinese (indipendente) e Fabio Aleotti (M5s). Forte di un tridente a “centrodestra unito” (Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d'Italia) Mario Landriscina, direttore della centrale operativa del 118, è il nome con il quale la coalizione punta  tornare al governo della città. La parola chiave in testa al programma del candidato del centrodestra è la  sicurezza, subito seguita dalla legalità. A tale scopo, “andranno valorizzati il Vigile di quartiere e la Polizia di prossimità - si legge al primo capitolo del manifesto elettorale - migliorando le sinergie tra Forze di polizia statali e la nostra Polizia locale, al fine di presidiare l'intero territorio cittadino”. Candidato a proseguire l'esperienza dell'uscente Lucini è, invece, il manager (ex consigliere di amministrazione di Alitalia) e imprenditore Maurizio Traglio (con lui, oltre al Pd, anche gli Ecologisti e la Lista svolta civica per Como). I primi punti del programma dem sono la “Manutenzione”, improntata a “interventi programmati per la sistemazione delle strade, del decoro cittadino, della pulizia città”, e, a seguire, sicurezza, scuola e turismo. Presenti anche proposte improntate alla solidarietà sociale come il “recupero delle case popolari con il contributo dei privati per renderle disponibili alle famiglie più in difficoltà”.

Il M5s di Aleotti

La base del Movimento 5 stelle ha votato con i consueti strumenti di partecipazione della sua base per la candidatura del 45enne Fabio Aleotti, perito edile dipendente di Confcommercio Como. Esordiente nel mondo della politica, Aleotti racconta di aver visto nel M5s uno strumento di servizio estraneo alle lobby che corteggiano la politica. In tal senso il candidato dei cinquestelle propone l'introduzione di sistemi di democrazia diretta, da sempre cari al movimento di Beppe Grillo, uno su tutti: il referendum deliberativo senza quorum su proposta del 10% dei votanti alle ultime comunali. Un altro capitolo chiave è la “connettività”, con la promessa di raggiungere la copertura di internet wi-fi in tutta la “convalle”.

Gli altri candidati

Politico di lungo corso (eletto in consiglio la prima volta nel '94) nonostante l'età tutt'altro che avanzata, Alessadro Rapinese (classe 1976) presenta il suo progetto indipendente facendo della trasparenza e della razionalizzazione della macchina pubblica il primo punto del programma. Sul fronte a sinistra del Pd si trovano, invece, le proposte elettorali di Celeste Grossi, appoggiata da Sinistra italiana; e quella dell'assessore Bruno Magatti (Civitas progetto città). Nonostante il lavoro insieme in Giunta, il sindaco uscente non sosterrà la campagna di Magatti ma quella del candidato ufficiale del Pd, Traglio.

 

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