Voto in autunno, minoranza Pd frena. Alfano attacca i dem

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Il testo di riforma della legge elettorale basato sul modello tedesco approda alla Camera. Senatori orlandiani: "Un salto nel buio". Il ministro Esteri: "Impazienza costerà cara". Berlusconi: soglia importante contro ingovernabilità. Gentiloni: governo manterrà impegni

Il testo di riforma della legge elettorale, basato sul modello tedesco, approda in aula alla Camera tra le critiche di chi teme il voto anticipato. La minoranza Pd vicina ad Andrea Orlando ha parlato di "un salto nel buio" mentre il ministro degli Esteri Alfano ha posto dubbi sui costi che il voto in autunno potrebbe avere sull'Italia.

Minoranza Pd: voto autunno salto nel buio

"Puntare ad elezioni in autunno, subordinando a questa scelta la legge elettorale, rischiando l'esercizio provvisorio di bilancio che alimenterebbe spinte ad attacchi di speculazione finanziaria, colpendo finanze pubbliche, imprese e cittadini, significherebbe assumersi la gravissima responsabilità di un salto nel buio". In un documento rivolto al Pd, 31 senatori vicini al ministro Orlando hanno espresso i loro dubbi sull’accelerazione imposta sul testo di riforma. “È necessario - continua il testo - che il Pd tenga fermo il principio dell'equilibrio tra governabilità e rappresentanza", "scongiurando ogni ipotesi proporzionalistica, che produrrebbe ingovernabilità ed instabilità". 

Alfano: impazienza Pd costerà miliardi

Anche il ministro degli Esteri Angelino Alfano attacca sul voto in autunno: "In questo momento così delicato non si vota per la legge elettorale, ma si vota lo scioglimento delle Camere e io non capisco l'impazienza del Pd di portare l'Italia al voto tre o quattro mesi prima in piena legge di stabilità”.  “Rivolgo un appello al Pd - continua il ministro degli Esteri - pensino all'Italia e al danno che questa impazienza di rientrare a Palazzo può fare all’economia”. "Noi siamo anche pronti a prendere in considerazione questa legge - prosegue - ma non come mercanzia per portare il Paese alle urne in piena legge di stabilità". Il ministro invita quindi il Pd a "pensare a quanti miliardi di euro corrisponde il conto salato che si rischia di far pagare all'Italia”. (COSA È IL MODELLO TEDESCO)

Ecco come l’eventuale voto anticipato potrebbe pesare sulla prossima Manovra:

Alfano: supereremo soglia 5%

Sul testo, al momento, sembra esserci intesa tra Pd e M5s su lmodello proporzionale alla tedesca: soglia al 5%, niente premio di maggioranza. Il ministro degli Esteri e leader di Ap ha aggiunto di non aver posto “la questione della soglia, ma una questione di principio sulla legge elettorale, perché ci uniremo ad altri e supereremo la soglia del 5%". 

Berlusconi: fosse per me sbarramento 8% 

Diverso il parere del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi sul nodo soglia di sbarramento: è necessaria "per evitare l'ingovernabilità", afferma e sostiene che se dipendesse da lui la porterebbe all'8%.

Di Maio: votiamo e poi manovra la farà governo M5S 

Il M5S insiste invece per andare alle urne in tempi rapidi. "Per quanto ci riguarda diciamo di andare a votare il prima possibile. Le manovre correttive di bilancio le faremo noi con un governo cinque stelle perché crediamo di poter arrivare al Governo”, ha detto invece il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. "Il modello tedesco - ha proseguito - permette ad una forza politica di avere il 40% dei consensi e di avere la maggioranza al governo. Noi siamo fiduciosi di poter vincere le prossime elezioni".

Gentiloni: governo intende mantenere suoi impegni

Guarda con attenzione al lavoro sulla legge elettorale anche il premier Gentiloni che però precisa che "il governo è nella pienezza dei suoi poteri e ha impegni in corso da mantenere". E, durante un incontro stampa con il primo ministro canadese Justin Trudeau, aggiunge: "Quando il governo si è presentato alle Camere per la fiducia ho detto molto chiaramente due cose: l'esecutivo si augurava un'intesa tra le forze politiche sulle regole del voto ma non avrebbe svolto un ruolo da protagonista. La seconda è che il governo sarebbe stato nella pienezza dei suoi poteri avendo lafiducia del Parlamento. Oggi confermo queste due cose". 

 


 

Padoan: cambiamenti difficili sotto ciclo elettorale

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha invece ribadito che "sotto ciclo elettorale, in Italia ma anche negli altri Paesi, è molto difficile fare dei cambiamenti”. Da Bruxelles sono arrivate le parole del commissario agli affari economici Pierre Moscovici secondo cui “le elezioni non sono mai un problema, è caratteristica della democrazia essere in un ciclo elettorale", e nemmeno per il Semestre europeo è un problema perché "siamo preparati a prendere tutte le decisioni per ogni tipo di situazione. Continuiamo a lavorare con il Governo italiano", con "fiducia e intelligenza”.

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