Migranti e Ong, Salvini: "C'è un dossier, Gentiloni lo renda pubblico"

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Continuano le polemiche sulla presunta collusione tra alcune organizzazioni non governative e gli scafisti. Il leader della Lega: “A me risulta che ci sia un dossier, se esiste e il premier lo tiene nel cassetto sarebbe una cosa gravissima”

Continuano le polemiche sulla presunta collusione tra alcune organizzazioni non governative e il traffico di migranti. Tra i primi a sollevare sospetti era stato il grillino Luigi Di Maio, che nei giorni scorsi ha trovato una sponda nel procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro. Ora interviene anche il leder della Lega Nord Matteo Salvini, che ipotizza la presenza di un dossier sulle Ong.

Salvini: “Premier renda pubblico dossier su Ong”

“A me risulta che ci sia un dossier dei servizi segreti italiani che certificano i contatti tra trafficanti, malavita, scafisti e alcune associazioni. Se esiste questo dossier, ed è in mano al presidente del Consiglio Gentiloni e il premier lo tiene nel cassetto, sarebbe una cosa gravissima. Se esiste lo renda pubblico a tutti gli italiani e lo dia al procuratore capo di Catania”, ha detto Salvini a “In mezz'ora”. “Da tre anni chiediamo chiarimenti, depositeremo domani un'altra interrogazione parlamentare”, ha aggiunto.

Su Alfano: “Dovrebbe dimettersi”

Prima Salvini aveva parlato da Genova. E a chi gli chiedeva se era contento che il ministro Alfano la pensasse come lui sulle Ong, ha risposto: “Ha fatto il ministro dell'Interno, ha fatto il ministro con delega all'invasione clandestina per tre anni, quindi se si sveglia adesso e avesse dignità, dovrebbe dimettersi". Il riferimento è allo scontro sulle organizzazioni non governative che si è consumato ieri nel governo: tra il ministro degli Esteri Alfano, che si è schierato con il procuratore Zuccaro, e il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Di Maio: “Facciamo prima a mettere un traghetto Tripoli-Trapani”

Sulla questione è intervenuto di nuovo anche Di Maio. “Siamo di fronte a un fenomeno in cui delle imbarcazioni prendono dei migranti in mare e non li salvano mentre stanno per affogare. Per me sono taxi. Allora facciamo prima a mettere un traghetto Tripoli-Trapani”, ha detto. E ancora: “Se il procuratore di Catania dice che c’è il rischio che gli scafisti finanzino le Ong, io voglio sapere chi finanzia le barche e voglio sapere quali regole di ingaggio seguono, perché dovrebbero avere quelle della Marina militare e della Guardia costiera. Altrimenti aiutiamo i trafficanti".

I numeri

Il Rapporto sull'attività di ricerca e soccorso (Sar) effettuata l'anno scorso dalla Guardia Costiera, intanto, dà qualche numero sul lavoro svolto dalle Organizzazioni non governative al largo della Libia. Su un totale di 638 chiamate di soccorso effettuate con i telefoni satellitari nel Mediterraneo centrale nel 2016, solo lo 0,8 per cento è arrivato direttamente alle Ong. Sono loro, però, ad aver avvistato per prime il 30,3 per cento dei 786 tra barconi, gommoni e piccole imbarcazioni salpate dalla Libia senza satellitari e, dunque, senza la possibilità di dare l'allarme. Non sono ancora disponibili i dati disaggregati relativi ai primi 4 mesi del 2017, periodo nel quale sono stati già soccorse circa 36mila persone in 315 interventi di soccorso, coordinati dal Maritime Rescue Coordination Centre (Mrcc), la centrale operativa della Guardia Costiera che da Roma coordina tutti gli interventi. L'anno scorso sono state 1.424 le operazioni di soccorso, il 52 per cento in più rispetto al 2015: e dei 178.415 migranti salvati, le dieci Ong operanti (Moas, Seawatch, Sos Mediterranee, Sea Eye, Msf, Proactiva Open Arms, Life Boat, Jugend Retted, Boat Refugee, Save The Children) ne hanno recuperati 46.796, più del doppio di quanti ne avevano soccorsi l'anno precedente (20.063).

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