Incarico a Renzi: una riforma al mese. Avanti fino al 2018

Politica

Il leader Pd accetta con riserva: "Consultazioni da martedì". Su Twitter scrive: "La volta buona". Nell'agenda "priorità a legge elettorale e lavoro". Rehn: "L'Italia farà bene". Barca a un finto Vendola: "Io ministro? Non ci penso proprio". LIVEBLOG

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha conferito a Matteo Renzi l'incarico di formare un nuovo governo. Il segretario del Pd, arrivato al Colle alla guida di una "Giulietta" (FOTO) mentre all'esterno si stava svolgendo una protesta di Fratelli d'Italia per chiedere le elezioni, ha accettato con riserva, come vuole la formula di rito, ma ha anche commentato su Twitter che questa è "la volta buona". 
Da domani via alla consultazioni - Renzi ha confermato che servirà "qualche giorno" per formare il governo che avrà un "orizzonte di legislatura", e ha chiarito che i suoi primi impegni saranno la legge elettorale e l'"emergenza lavoro". Lasciato il Quirinale Renzi si è recato al Senato e alla Camera per informare i rispettivi presidenti di avere ricevuto l'incarico e su come intende muoversi nei prossimi giorni. Una nota della Camera informa che, su richiesta di Renzi, le consultazioni del presidente incaricato avranno luogo da domani, (martedì 18 febbraio, ndr) a Montecitorio nella sala del Cavaliere. Nel pomeriggio, il presidente incaricato è andato a Firenze e, con un lungo intervento a Palazzo Vecchio, ha salutato l'amministrazione della sua città e nominato il deputato Dario Nardella vicesindaco, di fatto lanciandolo nella corsa alla successione nelle elezioni di fine maggio.

Avanti fino al 2018 - "Ci prendiamo il tempo necessario sapendo che fuori da qui il senso dell'urgenza è straordinariamente delicato e importante, ma è altrettanto vero che un orizzonte di legislatura necessita di qualche giorno di tempo per arrivare a sciogliere la riserva", ha detto Renzi ai cronisti al Quirinale, dopo aver parlato per circa un'ora e mezza con Napolitano. Il segretario del Pd ha confermato che insieme con il capo dello Stato immagina "un allungamento della prospettiva politica di questa legislatura che si colloca nell'orizzonte naturale previsto dalla Costituzione", quindi fino al 2018.

Una riforma al mese - Indicando la "scaletta" degli impegni del suo futuro governo, Renzi ha anticipato: "Entro il mese di febbraio un lavoro urgente sulle riforme costituzionali ed elettorali da portare all'attenzione del Parlamento e da subito dopo, nei mesi successivi, immediatamente nel mese di marzo la questione del lavoro, nel mese di aprile la riforma della Pubblica amministrazione e nel mese di maggio quella del fisco". L'appuntamento più atteso delle consultazioni è l'incontro con il leader del Nuovo centrodestra Angelino Alfano che, nelle consultazioni al Quirinale, ha chiesto "48 ore di tempo" per la stesura del programma.
La Ue, da parte sua, segue le mosse del premier incaricato:"L'Italia farà bene" dichiara il commissario agli affari economici Olli Rehn.

Barca a un finto Vendola: "Io ministro? Non ci penso proprio"
- Intanto continua il cosiddetto "totoministri" sul governo Renzi. Sfuma l'ipotesi di Fabrizio Barca all'economia dopo che, al telefono con un finto Nichi Vendola in uno scherzo telefonico organizzato dal programma radiofonico La Zanzara lo ha escluso categoricamente denunciando per giunta pressioni improprie da parte dell'editore Carlo De Benedetti (ASCOLTA L'AUDIO).


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