Amazon, braccialetto elettronico per dipendenti: bufera. CHE NE PENSI?

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Il colosso dell’e-commerce ha sviluppato un dispositivo che guida gli impiegati all’interno dei magazzini per velocizzare la ricerca di prodotti da spedire. Ma c’è chi parla di violazione della privacy. L'azienda: "No comment". L'INCHIESTA DI SKY TG24 SUI FALSI

Un braccialetto elettronico in grado di monitorare le attività dei lavoratori e che, sostiene Amazon, dovrebbe aiutare i dipendenti a trovare la merce nei magazzini. E velocizzare così le operazioni di consegna. Il colosso dell'e-commerce ha appena brevettato l’accessorio che, nella descrizione fatta dal sito Geekwire, è di fatto un mini computer. Uno strumento di potenziale controllo che mette a rischio la privacy del lavoratore, sostengono però i critici. 

Gentiloni: la sfida è lavoro di qualità, non lavoro con braccialetto

Sulla vicenda è intervenuto anche il premier Paolo Gentiloni: "E' facile declamare sui temi del lavoro, ma la sfida è il lavoro di qualità e non il lavoro con il braccialetto". Per il ministro del Lavoro Poletti "in Italia ci sono delle leggi e valgono per tutti". Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso è più netto: "L'iniziativa si commenta da sola".

Amazon: rispettate in maniera rigorosa le regole in materia di lavoro

Amazon in una nota scrive: "In tutti i Paesi in cui operiamo rispettiamo in maniera rigorosa tutte le regolamentazioni in materia di lavoro". Il colosso dell'e-commerce aggiunge: "I brevetti impiegano anni per essere approvati e non necessariamente riflettono gli sviluppi attuali che stanno avendo i nostri prodotti e servizi". E sostiene che negli ultimi 20 anni il gruppo ha introdotto "diverse innovazioni tecnologiche per supportare i nostri dipendenti durante il loro lavoro e rendere i processi più semplici ed efficaci".

Come funziona il braccialetto

Il braccialetto, il cui brevetto è stato depositato nel 2016 e riconosciuto ufficialmente martedì scorso, riceve i dati dell’ordine e monitora, grazie a dei trasduttori a ultrasuoni posizionati nei magazzini, dove il dipendente di Amazon sta cercando i prodotti: a quel punto può vibrare per portarlo nella direzione giusta.

Le polemiche

Tuttavia non manca già chi osserva che tracciare i movimenti dei dipendenti è una violazione della privacy oltre che un modo per controllarli. Inoltre Amazon, ricorda il Guardian, è già stata accusata di trasformare gli impiegati in “robot umani” che impacchettano i prodotti senza sosta per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’azienda, e nel 2016 un’inchiesta della Bbc aveva svelato che gli autisti del colosso mondiale, pur di rispettare i target stabiliti, facevano i bisogni nei sacchetti e si addormentavano al volante. Senza dimenticare i dipendenti italiani, che in occasione del Black Friday hanno indetto uno sciopero per denunciare condizioni di lavoro troppo dure.

Le proteste dei sindacati italiani

La notizia ha suscitato anche le proteste dei sindacati italiani, a partire dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, secondo cui l’iniziativa "si commenta da sola". "Ne penso tutto il male possibile", ha detto il leader della Uil, Carmelo Barbagallo. ."Essersi divisi tra pro global e no global senza pensare alla regolazione, oggi permette alle multinazionali di fare il bello e il cattivo tempo dappertutto nel mondo - ha aggiunto - Si fanno piattaforme digitali per fare nuovo caporalato e nuovo sfruttamento. Si mandano i giovani a lavorare a 3-5 euro l'ora, è una vergogna internazionale a cui bisogna mettere rimedio dando più sovranità al sindacato europeo e internazionale". Contraria anche Annamaria Furlan: “È evidente che ci vuole ancora tanto lavoro per affermare in ogni dove che il lavoro deve avere dignità e rispetto per le persone - ha dichiarato la segretaria generale della Cisl - Amazon deve aprire un confronto con i sindacati e rispettare il modello di relazioni industriali che esiste nel nostro Paese".

Poletti: “Legge italiana vale anche per Amazon”

Anche la politica è intervenuta sulla questione del braccialetto elettronico, con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti che ha ricordato che “in Italia c’è una legge e le cose che si possono fare sono quelle ammesse dalla legge". "Sul tema dei controlli la legge prevede che per avere determinate autorizzazioni ci debba essere un accordo con i sindacati e le autorità competenti - ha proseguito - non valuto nel merito nulla, ma in Italia la legge si applica e si rispetta. Vale per Amazon come per tutti gli altri". Duro invece il commento della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che su Facebook ha scritto: “Ecco i risultati della globalizzazione incontrollata: lavoratori ridotti a schiavi e costretti a lavorare come fossero in carcere da aziende multinazionali senza scrupoli. Questo non è il nostro modello di sviluppo, questo non è il modello di società che vogliamo”.

Data ultima modifica 01 febbraio 2018 ore 21:44

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