Molestie sessuali, deputato Usa Trent Franks si dimette

Trent Franks, membro del gruppo ultraconservatore "House Freedom Caucus" (Getty Images)
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Il politico ha respinto le accuse ma ha comunque annunciato l'addio: "Piuttosto che favorire un processo sensazionalistico che può danneggiare la mia famiglia, preferisco andarmene"

Lo scandalo delle molestie sessuali continua ad avere ripercussioni in molti settori, compreso quello della politica statunitense. Il deputato repubblicano Trent Franks, infatti, ha annunciato in una nota le proprie dimissioni dopo le accuse mosse nei suoi confronti dalla commissione etica della Camera degli Stati Uniti.  

La difesa del deputato

L'addio diventerà effettivo a partire dal prossimo 31 gennaio, ma Franks ha comunque respinto tutte le accuse, sostenendo di non aver mai fisicamente intimidito, costretto o tentato di avere alcun contatto sessuale con le donne che fanno parte del suo staff al Congresso. “Ma nel mezzo di questo clima alimentato dai media ritengo che non sarei in grado di ottemperare ai miei doveri - afferma nella nota - piuttosto che favorire un processo sensazionalistico che può danneggiare la mia famiglia, preferisco andarmene”.

Discussione sulla maternità surrogata

Tutta la vicenda, secondo il deputato, sarebbe collegata a una accesa discussione sulla maternità surrogata che avrebbe infastidito due collaboratrici. Un tema sul quale lui si dice esperto, visto che insieme alla moglie ha due figli gemelli di tre anni concepiti proprio attraverso maternità surrogata. "Questo mi ha reso meno sensibile all'effetto che discutere di un tema così personale e intenso può avere sugli altri", ha dichiarato.

Posizioni ultraconservatrici

Acceso sostenitore del presidente Donald Trump, Franks fa parte del gruppo ultraconservatore "House Freedom Caucus" al Congresso ed è tra coloro che hanno appoggiato una legge che ritiene un crimine l'aborto nel caso in cui il feto abbia superato le 20 settimane. Le sue dimissioni potrebbero portare a nuove elezioni in Arizona la prossima primavera, dopo che lo stesso Franks era stato facilmente rieletto nel 2016 in un distretto a forti tinte repubblicane.

Due addii tra i democratici

Franks è il primo deputato repubblicano a dimettersi dopo le accuse di molestie sessuali, ma recentemente lo avevano preceduto due colleghi democratici. Il primo a cedere era stato il decano John Conyers, 88 anni, che il 5 dicembre ha annunciato l'addio dopo oltre 52 anni trascorsi a Capitol Hill: una scelta legata alle accuse di molestie sessuali emerse contro di lui da parte di alcune donne che hanno fatto parte del suo staff. Il 7 dicembre invece è stato il turno del senatore Al Franken, accusato di abusi sessuali da otto donne. Annunciando le proprie dimissioni, Franken ha però puntato il dito contro Donald Trump e il candidato repubblicano al Senato Roy Moore: "È ironico che, mentre io mi dimetto, c'è un uomo che si vanta su una registrazione della sua storia di aggressioni sessuali che siede nello Studio Ovale e un uomo che ha preso di mira ragazze minorenni che invece corre per il Senato con il pieno sostegno del suo partito".

Un nuovo accusato

L'ondata di dimissioni potrebbe non essere ancora finita. La commissione etica della Camera ha infatti avviato un'indagine anche su Blake Farenthold. Il deputato repubblicano del Texas è accusato di aver molestato sessualmente una ex collaboratrice e di averla minacciata dopo che lei se ne era lamentata. Il caso risalirebbe al 2014, quando la donna raccontò di aver subito offensivi commenti a sfondo sessuale. Il deputato respinse le accuse, ma patteggiò comunque pagandole 84mila dollari. La commissione aveva preso in considerazione il caso già nel 2015, ma ora ritiene che nuovi elementi impongano ulteriori verifiche.

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