Francesco in Birmania: è la prima volta di un Papa nel Paese

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Papa Francesco poco dopo l'atteraggio all'aeroporto di Yangon (Getty Images)

Il Pontefice è atterrato a Yangon. Ad accoglierlo alcune centinaia di bambini e i vescovi locali, ma nessuna autorità dello Stato. Giovedì il viaggio proseguirà verso il Bangladesh

Papa Francesco è atterrato a Yangon, ex capitale del Myanmar. Dopo 10 ore di volo, l'airbus 330 di Alitalia sul quale viaggiava il Pontefice è giunto a destinazione intorno alle 14 locali. Il Papa visiterà il Paese per poi dirigersi in Bangladesh. E' la prima volta di un Pontefice in Birmania. 

L'arrivo in Myanmar

Questo è il 21esimo viaggio internazionale di Francesco, il terzo in estremo oriente. È la prima volta di un Pontefice in Myanmar, mentre il Bangladesh ha già ospitato Giovanni Paolo II nel 1986. Sarà un viaggio con un protocollo molto rigido. Non è stato possibile, ad esempio, registrare immagini dell'atterraggio. Ad accoglierlo non erano presenti reppresentanti delle autorità ufficiali, ma alcune centinaia di bambini, oltre ad alcune suore e ai vescovi del Myanmar, dove i cattolici sono meno dell'1% della popolazione. Le relazioni diplomatiche tra il Paese e il Vaticano sono state riallacciate solo a maggio, anche se non è ancora stata istituita una nunziatura che rappresenti la Santa Sede. L'incontro con le massime cariche del Paese, tra le quali il consigliere di Stato e ministro degli Esteri Aung San Suu Kyi, è previsto per domani, 28 novembre.

Il tabù dei Rohingya

Ancora più delicata sarà la situazione in Bangladesh, dove il Papa arriverà giovedì: il Vaticano non solo non ha una nunziatura ma non ha neppure ricucito le relazioni diplomatiche. Il viaggio è stato voluto da Francesco per accendere i riflettori dell'opinione pubblica mondiale su due tra i Paesi più poveri al mondo. Una delle questioni più delicate sarà quella legata ai Rohingya, la minoranza musulmana in fuga dal Myanmar verso il Bangladesh. Il gruppo etnico sarà un argomento tabù in Birmania, tanto che i vescovi locali hanno chiesto al Pontefice di non nominare i Rohingya nei suoi discorsi pubblici. Probabilmente Francesco si atterrà alla raccomandazione, parlando in generale di "popolazioni discriminate". Una volta in Bangladesh, però, è previsto un incontro con la minoranza.

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