Australia, stravince il "sì" nel referendum sui matrimoni gay

Manifesti a favore dei matrimoni gay in Australia (Getty Images)
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La consultazione popolare non vincolante ha decretato un successo a favore delle unioni omosessuali col 61,6% dei voti. Il Parlamento dovrebbe ora approvare una legge entro Natale

Con un "sì" sostenuto dal 61,6% degli elettori, l'Australia si appresta ad approvare una legge sui matrimoni gay entro Natale. È stato questo, infatti, il risultato di un referendum postale, nel quale hanno votato il 79,5% degli aventi diritto. In termini assoluti, si parla di 7.817.247 voti favorevoli contro 4.873.987 contrari. E anche se la consultazione popolare non ha valore vincolante, il premier Malcolm Turnbull ha affermato che ascolterà l'esito della votazione garantendo in meno di due mesi che i matrimoni gay siano riconosciuti dall'ordinamento del Paese.

Verso la legge

Secondo quanto affermato dal premier Turnbull, il verdetto della consultazione “è inequivocabile e praticamente unanime”: gli australiani “hanno votato sì per l'equità, per l'impegno e per l'amore e ora spetta a noi fare il lavoro che ci hanno chiesto di fare". Il contenuto della legge che, secondo le dichiarazioni del leader australiano dovrebbe essere varata “entro Natale”, è però ancora materia dibattuta all'interno del partito conservatore dello stesso Turnbull. Quest'ultimo aveva promesso la consultazione popolare sul tema una volta succeduto a capo del governo al compagno di partito Tony Abbott. Esultano senza esitazioni invece i laburisti guidati da Bill Shorten: "Che giorno favoloso per essere un australiano - ha dichiarato durante un comizio - oggi celebriamo, domani legiferiamo". L'arrivo in Senato del disegno di legge sarebbe previsto già per il 15 novembre e le discussioni in aula dovrebbero partire il giorno successivo. La componente più tradizionalista del partito conservatore ha fatto capire che rispetterà l'esito del voto, nonostante la propria opposizione.

La reazione della società civile

Felice per il risultato anche il portavoce della campagna "Equality", Alex Greenwich, che ha parlato di qualcosa di “veramente notevole, una vittoria per la giustizia e l'uguaglianza, non solo per la comunità Lgbt e le nostre famiglie, ma per tutti gli australiani”.

Un ritorno ai diritti

Il matrimonio fra persone dello stesso sesso in Australia era stato di fatto escluso a partire dal 2004, quando il governo di allora optò per una modifica del Marriage Act precisando che l'unione indicata dalla legge era quella fra un uomo e una donna. Sulla falsariga del referendum avvenuto in Irlanda nel maggio 2015, il governo australiano ha dunque optato per una consultazione popolare su questo argomento così dibattuto, puntando però su un sondaggio postale non vincolante, piuttosto che su un vero e proprio referendum.

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