Attacco Westminster: foto della donna musulmana diffusa da troll russo

La foto usata per incitare all'odio
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Nel marzo scorso, dopo l’attentato a Londra, l’immagine di una ragazza con l'hijab che camminava sul ponte aveva scatenato accuse di indifferenza e insulti. Ma i primi tweet sarebbero stati il frutto di una manipolazione della propaganda del Cremlino

Nel marzo scorso, dopo l’attentato di Westminster a Londra, la foto di una donna che camminava sul ponte aveva scatenato critiche e polemiche soprattutto sul web. La ragazza, con l'hijab in testa, passava accanto alle vittime con il telefonino in mano. Un’immagine, rilanciata sui social, che era bastata a tacciarla di indifferenza e ad alimentare commenti razzisti. Ora, a distanza di mesi, si scopre che a diffondere per primo la foto su Twitter e ad incitare all’odio sarebbe stato un troll russo.

Sarebbe frutto di propaganda russa

L’account sotto accusa è @Southlonestar, sospeso l’estate scorsa: come raccontano anche i media inglesi, è uno dei 2.700 falsi profili presi in considerazione dalla commissione per l'Intelligence del Congresso Usa nella sua inchiesta sulle presunte interferenze russe nelle elezioni presidenziali americane. Quell’immagine, poi usata dai profili social anti-islamici per sostenere teorie xenofobe, in realtà sarebbe stata il frutto di una manipolazione della propaganda russa. “Alla donna musulmana non importa nulla dell'attacco terroristico, cammina come se niente fosse davanti a un uomo morente, mentre controlla il telefonino”, recitava uno dei post. Un tweet costruito proprio per creare odio e divisione sociale. Obiettivo raggiunto, visto che lo scatto è stato utilizzato per creare fotomontaggi e rilanciato anche da siti di fake news. La foto della ragazza era stata anche accostata a quella di Tobias Ellwood, il deputato che aveva soccorso l’agente morto nell’attacco. “Ecco la differenza tra noi e loro, tra cristiani e musulmani", recitava una didascalia.

Il racconto della donna e del fotografo

Sulla donna erano piovuti talmente tanti insulti che anche l’autore della foto, Jamie Lorriman, era intervenuto per precisare che in altri scatti si vedeva chiaramente quanto la giovane fosse sotto choc nel caos subito dopo l’attentato. La foto era stata estrapolata dal contesto dopo l’attacco del 22 marzo, quando un’auto era piombata sulla folla sul ponte vicino al Big Ben. Qualche giorno dopo era intervenuta anche la giovane donna velata: “A quelle persone che hanno interpretato e commentato i miei pensieri in quell'orribile momento, vorrei dire che ero devastata per aver assistito a ciò che è seguito all'attacco terroristico. Ma non solo: vorrei dire loro che dopo ho anche dovuto fare i conti con lo shock di trovare la mia immagine su tutti i social network e leggere conclusioni sul mio conto basate sull'odio e la xenofobia”.

May contro Putin

Contro le interferenze russe si è schierata anche Theresa May. La premier britannica è andata all'attacco con un discorso di politica estera mirato contro la Russia di Vladimir Putin, accusato d'intromettersi nei processi elettorali delle “democrazia occidentali” e invitato perentoriamente a redimersi. Al Paese più grande del mondo, l'inquilina di Downing Street ha rinfacciato le presunte interferenze nelle elezioni altrui (Usa in testa), il cyber spionaggio (ad esempio contro “il ministero della Difesa danese o il Bundestag tedesco”), l'uso “dell'informazione come un'arma” per “minare le società libere” dell'Occidente a colpi di “fake news”. Oltre alle azioni in Ucraina e all'annessione della Crimea.

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