Catalogna, Rajoy: "Puigdemont confermi se ha dichiarato la secessione"

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Il premier spagnolo dopo la riunione straordinaria del governo: "Serve procedere con prudenza e responsabilità". Aperta la strada verso l'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione che sospendere l'autonomia. Al congresso: "Momento grave per democrazia"

Il governo spagnolo "ha chiesto formalmente alla Generalità di chiarire se ha dichiarato l'indipendenza in Catalogna". È questo l'annuncio fatto da Mariano Rajoy dopo la riunione straordinaria del Consiglio dei ministri, convocata all’indomani della firma della dichiarazione di indipendenza catalana. Il presidente catalano Puigdemont, il 10 ottobre, aveva però scelto di sospendere subito la dichiarazione, per aprire il dialogo con Madrid. Ma il governo centrale aveva respinto quello che aveva definito come un "inammissibile ricatto". Al congresso, nel suo intervento del pomeriggio, Rajoy ha poi ribadito che "la richiesta vuole offrire ai cittadini chiarezza e sicurezza", in un momento che ha definito "grave" per la democrazia spagnola. 

"Prudenza e responsabilità"

Per il premier spagnolo in questa fase "serve procedere con prudenza e responsabilità", prima di mettere in opera eventualmente le misure previste dall'articolo 155 e di prendere qualsiasi decisione legata all'esito del referendum dell'1 ottobre. L'applicazione dell'articolo permetterebbe a Rajoy di prendere il controllo del governo catalano, o almeno di parte delle sue competenze, di destituire Puigdemont o convocare elezioni anticipate. La richiesta di chiarimento rivolta al presidente rimane comunque il primo passo previsto dalla legge prima che il governo possa chiedere al Senato l'attivazione dell'articolo 155.

 

Risposta di Puigdemont "determinerà decisioni dei prossimi giorni"

Sarà quindi la risposta del presidente della Generalità che "determinerà le decisioni che il governo prenderà nei prossimi giorni", ha sottolineato Rajoy nel suo breve intervento. La Moncloa, intanto, sta preparando la lettera di diffida formale a Puigdemont. Non è chiaro, però, quale sarà il tempo che gli sarà concesso per rispondere.

Il sostegno di Sanchez

A sostenere la decisione del premier spagnolo, c'è anche il segretario socialista Pedro Sanchez che ha detto di essere d'accordo con la dichiarazione: "Quello che è successo ieri è stata una cerimonia dell'assurdo, cercano soltanto di guadagnare tempo", ha ribadito, aggiungendo che il Psoe, il principale partito di opposizione, appoggerà "le misure costituzionali" che prenderà il premier. Sanchez ha detto di avere raggiunto un accordo con Rajoy per avviare una riforma della costituzione che ridefinisca fra l'altro lo statuto della Catalogna. La decisione del premier spagnolo è arrivata dopo che, nelle ultime ore, c'erano stati diversi dialoghi con i leader degli altri partiti del Paese. Rajoy aveva visto Sanchez la sera del 10 ottobre e aveva anche parlato con Albert Rivera di Ciudadanos. Entrambi si erano mostrati favorevoli alla linea del governo sulla Catalogna e con loro il premier aveva discusso proprio delle possibili nuove misure da adottare. 

Catalogna: andremo avanti

Prima che Rajoy parlasse, il portavoce dell'esecutivo catalano Jordi Turull aveva fatto sapere che in caso dell'applicazione dell'art.155 della costituzione contro la Catalogna, Barcellona, comunque, andrà avanti sulla strada dell'indipendenza. "Se applicano il 155, vuole dire che non vogliono il dialogo, e sarà chiaro che dobbiamo essere coerenti con i nostri impegni", aveva detto alla radio Catalunya Radio.

La Commissione Ue sostiene gli sforzi per superare le divisioni

Sulla questione, intanto, si è espressa anche la Commissione europea che "sostiene gli sforzi per superare le divisioni e la frammentazione e assicurare l'unità e il rispetto della Costituzione spagnola". Ad affermarlo è stato il vicepresidente dell'esecutivo comunitario Valdis Dombrovkis: "Abbiamo fiducia nelle istituzioni spagnole, nel premier Rajoy, con cui il presidente Juncker è in contatto costante, e in tutte le forze politiche che stanno lavorando verso una soluzione nel quadro della costituzione spagnola". 
Ma sono arrivate anche le prime reazioni dalle capitali europee. "Una dichiarazione di indipendenza della Catalogna sarebbe illegale e non sarebbe riconosciuta", ha detto da Berlino la portavoce della cancelliera Angela Merkel. Mentre da Parigi, una nota del ministero degli Esteri ha fatto sapere che "ogni dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte della autorità catalane sarebbe illegale".

Data ultima modifica 11 ottobre 2017 ore 16:24

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