La Guardia costiera libica: "Salvati e arrestati 800 migranti"

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Erano a bordo di due doversi gommoni e sono di nazionalità libica, marocchina, tunisina, algerina, sudanese e siriana. Tra loro anche bambini

Oltre ottocento migranti fermati dalla guardia costiera libica a poche miglia da dove le loro carrette erano salpate: bloccati, riportati indietro e "arrestati". Tutto questo in una giornata invece 'tranquilla' per le navi militari italiane e quelle delle Ong che pattugliano le acque internazionali: si segnala una sola operazione di soccorso in favore di un gommone diretto a Lampedusa  con circa 130 persone a bordo . E' un'inversione di tendenza significativa quella che si è registrata nelle ultime ore sulla rotta Libia-Italia: "Si tratta solo di capire se è un caso o se le intese tra i due paesi per stroncare il traffico di esseri umani cominciano a produrre risultati concreti", dice una fonte che conosce bene il dossier migranti.

Anche bambini a bordo

Il portavoce della Marina militare libica, Ayoub Qassem, usa la forma di un comunicato ufficiale per spiegare che la guardia costiera libica ha "salvato e arrestato" 826 migranti in due diverse operazioni a nord di Sabrata. I migranti tra cui anche bambini (di nazionalità libica, marocchina, tunisina, algerina, sudanese, siriana e di Paesi subshariani) erano a bordo di tre gommoni e due barche di legno. Intercettati a qualche miglio dalla costa sono stati riportati sulla terraferma e consegnati  all'organismo che si occupa della lotta alla migrazione clandestina e ai trafficanti di esseri umani.

Più nel dettaglio, degli 826 migranti, 464 sono stati recuperati dalla guardia costiera di Zawia, che ha bloccato i due barconi, mentre gli altri sono stati fermati dai militari di Sabrata, che si sono occupati dei gommoni. 

Indagini su Ong

Mentre la Procura di Trapani indaga sulla ong tedsca Jungend Rettet che operava attraverso nave Iuventa, altre organizzazioni non governative sarebbero oggetto delle verifiche degli investigatori sull'ipotesi di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per veri e propri 'viaggi organizzati' con i trafficanti di profughi dalle coste dell'Africa all'Italia. Secondo notizie di stampa, nel mirino dell’inchiesta, condotta anche dallo Sco, ci sarebbe Medici Senza Frontiere. Immediata la replica di Msf che fa sapere di non ha ricevuto “alcuna comunicazione ufficiale” da magistrati su “presunte inchieste”.

L'ombra di Defend Europe su inchiesta Trapani

Intorno alla vicenda sale la polemica. Famiglia Cristiana avanza l'ipotesi di un legame tra l'indagine sulla Iuventa e l'operazione anti-migranti della destra di 'Defend Europe'. Il link sarebbe il contatto tra la società di sicurezza privata Imi Security Service di Cristian Ricci - il gruppo di contractor che ha denunciato a Trapani le 'anomalie' della nave della ong tedesca - con l'ex ufficiale della Marina Gian Marco Concas, uno dei portavoce di Generazione identitaria, il gruppo di destra che ha lanciato la campagna Defend Europe contro lo sbarco dei migranti sulle coste italiane. 


 

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