Missione Italia in Libia: saranno impiegate navi di Mare sicuro

Una nave impegnata nell'operazione Mare Sicuro (Ansa)
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Secondo fonti di governo, il 28 luglio il Cdm dovrebbe varare il provvedimento relativo all’invio di mezzi italiani nelle acque libiche per contrastare i trafficanti di esseri umani. Poi, l’1 agosto, si esprimerà il Parlamento

La missione italiana nelle acque territoriali libiche verrà attuata con le navi e gli aerei dell'operazione Mare sicuro, il cui dispositivo verrà rimodulato. Lo si apprende da fonti del governo che riferiscono che il Consiglio dei ministri, il 28 luglio, varerà il relativo provvedimento, che poi, l’1 agosto, sarà sottoposto al Parlamento. Qui dovrebbe essere la conferenza dei capogruppo a decidere quale iter verrà seguito e, cioè, se ci sarà il vaglio delle Commissioni oppure dell'Aula.

L'operazione Mare Sicuro 

Il dettaglio della nuova missione non è stato ancora messo a punto e, come spiegano le fonti, "si sta ancora lavorando". Quello che è certo è che verranno impiegati gli assetti - in tutto o in parte - dell'operazione Mare sicuro avviata nel marzo 2015, con compiti di sorveglianza e sicurezza e che, attualmente, ha in dotazione cinque navi, cinque aerei e fino a 700 militari. L’impiego in Libia supporterà le autorità locali nel contrasto ai trafficanti di esseri umani. L'ipotesi era stata presa in considerazione dal premier Paolo Gentiloni dopo il colloquio con il leader libico Fayez al-Sarraj che aveva richiesto l’aiuto del nostro Paese. Il presidente del Consiglio aveva già rimarcato che lo scenario sarebbe stato valutato con il Parlamento. Mentre il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha ribadito che la missione sarebbe un "salto di qualità nel supporto logistico alla Guardia costiera libica e nel contrasto ai trafficanti di uomini".

 

Il ruolo della Francia

La decisione del governo italiano arriva dopo che, a Parigi, sotto l’egida del presidente francese Emmanuel Macron, era stato riaperto il dialogo sulla pace in Libia con l’incontro tra il presidente del Consiglio presidenziale di Tripoli, Fayez al-Sarraj, e il comandante dell'Esercito nazionale libico Khalifa Haftar. Proprio nelle ultime ore, inoltre, il premier italiano e l’inquilino dell’Eliseo hanno avuto un colloquio telefonico in cui la Libia è stata al centro del dibattito. Sempre nella giornata di oggi, era arrivato anche l’annuncio da parte del presidente Macron che la Francia avrebbe posizionato nel Paese nordafricano degli hotspot, già da quest’estate. Ipotesi che però sarebbe poi stata smentita da fonti interne all’Eliseo che hanno precisato che si parlerà di hotspot solo quando sarà garantita la sicurezza nella zona. Gentiloni, sullo scenario degli hotspot aveva comunque ricordato che l’Italia ha una sua agenda, mentre il ministro degli Esteri Alfano aveva ribadito che questa è una tematica che non si può affrontare con "battute improvvisate".

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