Corea del Nord: "Lanciato primo missile intercontinentale"

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Pyongyang ha effettuato il lancio verso il mare del Giappone. Il premier giapponese Abe: "Minaccia sempre più pericolosa". Trump: "Cina fermi tutto questo una volta per tutte". Usa chiedono riunione d'emergenza del consiglio di sicurezza dell'Onu

Gli Stati Uniti hanno richiesto la convocazione urgente di una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza Onu dopo che stamane la Corea del Nord ha lanciato il suo primo missile balistico intercontinentale (Icbm) in grado di raggiungere gli Usa (l'Alaska) in violazione delle sanzioni delle Nazioni Unite. Lo riferiscono fonti diplomatiche. Secondo il segretario del capo di gabinetto del governo giapponese, Yoishihide Suga, il missile sarebbe caduto in un’area che Tokyo rivendica come zona economica esclusiva.

Abe: "Minaccia sempre più pericolosa"

Il lancio sarebbe avvenuto alle 9.40 ora locale (le 3.20 in Italia) e avrebbe volato per 40 minuti prima di atterrare in mare. Non ci sarebbero danni a persone o cose. Dura la reazione del premier giapponese Shinzo Abe: "Il lancio odierno mostra chiaramente come la minaccia di Pyongyang diventi sempre più pericolosa". Mentre la Corea del Sud ha fatto sapere che il suo esercito rimane in stato di allerta per far fronte alle provocazioni nordocreane. 

Trump: "Cina li fermi una volta per tutte"

Anche il presidente degli Stati Uniti si è espresso su quanto accaduto. Trump si è augurato, in una serie di tweet, che la Cina - alleata di Pyongyang - "prema con decisione sulla Corea del Nord e faccia finire tutto questo nonsense una volta per tutte". Mentre, rivolgendosi a Kim Jong Un, il presidente si chiede: "Questo tizio non ha niente di meglio da fare con la sua vita? Difficile credere che Corea del Sud e Giappone possano sopportare a lungo questa situazione".

L'ultimo lancio

L’ultimo lancio di missili nordcoreani risaliva al mese scorso - giugno - dalla base orientale di Wonsan. In quell’occasione erano stati lanciati missili terra-aria e la distanza coperta era stata di 200 chilometri. Una dimostrazione di forza dei nordocoreani che avevano voluto mostrare di poter colpire anche obiettivi navali.

 

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