Le forze irachene annunciano la riconquista della moschea di Mosul

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Secondo il portavoce dell’esercito di Baghdad, la riappropriazione del luogo simbolo di Al-Nuri al-Kabir sancisce la fine Stato islamico. Al suo interno, nel 2014, Abu Bakr al-Baghdadi si era autoproclamato califfo

Con la riconquista della gran moschea di Al-Nuri al-Kabir a Mosul "lo stato fittizio dell'Isis è caduto". Lo ha dichiarato alla tv di Stato irachena, il generale Yahya Rasool, portavoce dell'esercito di Baghdad. La riconquista di questo luogo sacro rappresenta una vittoria dal grande significato simbolico, perché proprio all’interno della moschea il 29 giugno 2014 Abu Bakr al-Baghdadi, leader dell’Isis, si era proclamato califfo. L’esercito iracheno è entrato in quel che resta dell’edificio questa mattina, a una settimana dalla sua distruzione da parte dei miliziani jihadisti, e a tre anni esatti dall’autoproclamazione della rinascita del Califfato.

L'Isis indietreggia

La notizia dell’impresa è stata annunciata dal ministero della Difesa iracheno che a Sky News Arabia ha dichiarato: "Mosul è stata completamente liberata dall'Isis. Tutti i terroristi dell'Isis sono stati eliminati o cacciati da tutti i quartieri della città". In una successiva conferenza stampa, però, il generale Abdel-Wahab al-Saadi, responsabile della locale unità antiterrorismo, ha precisato che le forze irachene si sono spinte oltre la zona della grande moschea di Mosul e "stanno combattendo i miliziani delll'Isis nella zona che questi ultimi ancora controllano nella parte occidentale della città". Tra ieri e oggi l’esercito di Baghdad ha conquistato altri due distretti, entrando in possesso complessivamente della metà della città vecchia. Al momento, quindi, i jihadisti sarebbero stati spinti in una zona di circa due chilometri quadrati adiacente al lungofiume sul Tigri. 

 

Moschea quasi completamente distrutta

Lo scorso 20 giugno, secondo la coalizione internazionale, i miliziani dell’autoproclamato Stato islamico hanno fatto saltare in aria la moschea del XII secolo e il suo storico minareto pendente di Hadba ("il gobbo"), considerato il simbolo della città. L’Isis ha però rimandato al mittente l’accusa negando ogni responsabilità e anzi affermando che la moschea era stata distrutta da un bombardamento durante l’assedio.

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