Cyber-attacco, Ucraina accusa Russia. Londra pensa a risposte militari

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Mosca “potrebbe certamente essere dietro l'attacco hacker mondiale”, dice il ministro degli Esteri di Kiev. E allerta l’Italia: “Cercherà di manipolare le elezioni”. Il nostro Paese il secondo più colpito. Il ministro della Difesa britannico non esclude in futuro raid

Il giorno dopo il nuovo attacco hacker, che ha colpito il mondo e in particolar modo l'Ucraina, continuano le reazioni internazionali. Mentre la Gran Bretagna non esclude la possibilità di risposte militari in futuro, Kiev continua ad accusare Mosca e lancia l’allarme per le elezioni italiane. I ricercatori di Eset, poi, indicano proprio l’Italia come il secondo Paese più colpito dal virus.

Ucraina accusa Russia

“Gli specialisti informatici sono riusciti a respingere l'attacco alle reti governative e delle compagnie commerciali e attualmente stanno lavorando per ripristinare i dati danneggiati”, ha fatto sapere in un comunicato il governo ucraino. Poi, in un forum all’Ansa, il ministro degli Esteri Plavo Klimkin ha attaccato la Russia (contro cui l’Ucraina aveva già puntato il dito ieri): “potrebbe certamente essere dietro l'attacco hacker mondiale. Ne sono convinto”. Mosca, secondo Klimkin, starebbe cercando di attaccare la democrazia in tutto il mondo, non solo negli Stati Uniti e, ha aggiunto, “cercherà di manipolare le elezioni anche in Italia perché l'Italia è molto importante per la Russia”. L'attacco hacker di ieri contro l'Ucraina “non è il primo”, ha detto ancora il ministro, “la Russia ci aveva già provato” e “ci proverà in futuro con hacker o fake news”.

Italia secondo Paese più colpito

Proprio l’Italia sarebbe il secondo Paese, dopo l'Ucraina, più colpito dal virus che ha provocato l’attacco hacker. Lo dicono i ricercatori di Eset, produttore europeo di software per la sicurezza digitale. In Ucraina al momento sarebbe stato registrato il 78 per cento delle rilevazioni, in Italia il 10 per cento e, a seguire, ci sono Israele (5%), Serbia (2%), poi Romania, Stati Uniti, Lituania e Ungheria con l'1 per cento delle rilevazioni.

Londra non esclude in futuro azioni militari

La preoccupazione dei governi riguardo agli attacchi hacker si capisce bene dalle dichiarazioni di Michael Fallon, ministro britannico della Difesa. Londra è già attrezzata per contrattacchi interni “al cyberspazio” ma, dice al Telegraph, in futuro “potrebbero” essere decise anche reazioni asimmetriche “in ogni ambito: per cielo, per terra o per mare”. In altre parole: gli attacchi degli hacker al servizio di potenziali entità ostili preoccupano  a tal punto il Paese che non si esclude la possibilità di considerarli materia di risposta militare, raid aerei compresi. Fallon, parlando degli attacchi militari già sperimentati da Londra sul fronte del cyberspazio, si riferisce non ad altri Stati ma ad organizzazioni terroristiche. Azioni del genere, ha spiegato, sarebbero state messe a segno con successo “contro il Daesh” e avrebbero consentito di limitare “le perdite di vite umane” durante l’offensiva delle forze governative di Baghdad, appoggiate dalla coalizione occidentale, per la riconquista di Mosul dall'Isis, in Iraq.

Gli esperti al lavoro

Il nuovo attacco hacker, simile al “ramsonware” WannaCry, ha colpito ieri il mondo e in particolar modo l'Ucraina. Nel paese il contagio è stato “massiccio” e il premier Volodomyr Groysman non ha esitato a definirlo “senza precedenti”. Nel mirino sono finite grandi banche, compagnie elettriche, società di trasporti - a Kiev in metrò non si poteva pagare con la carta di credito - e aeroporti. Persino la centrale nucleare di Cernobyl ha subito guasti, benché non ai “sistemi critici interni”. “I primi risultati suggeriscono che non si tratti di una variante di Petya, al contrario di quanto pubblicamente riportato, ma di un nuovo ransomware che non è mai stato visto prima. Lo abbiamo chiamato ExPetr”, hanno spiegato gli esperti di Kaspersky Lab. Secondo la società di sicurezza, sono circa 2mila gli utenti finora attaccati in tutto il mondo. Gli esperti hanno confermano che i vettori d'attacco (in gergo è exploit) sono EternalBlue ed EternalRomance rubati alla Nsa. Secondo Eset, inoltre, il focolaio da cui è partita l'epidemia sarebbe MeDoc, un software per la contabilità compromesso dai cyber-criminali. È molto usato in aziende in Ucraina, tra cui istituzioni finanziarie, aeroporti e metropolitane. "Molte di queste hanno eseguito un aggiornamento del software", ha spiegato la società.

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