Fallito attentato Bruxelles, ministro Interno: "Poteva essere strage"

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Momenti di panico in Stazione Centrale e in tutta la città dopo che un uomo ha provocato due piccole esplosioni. L’attentatore, che sarebbe un uomo di 36 anni di origini marocchine, è stato poi ucciso dagli agenti. Non ci sono vittime. La procura: "È terrorismo"

La paura attentati è ripiombata su Bruxelles: nella serata di martedì c'è stata un'esplosione alla Gare Centrale e un uomo è stato “neutralizzato” dalle forza di sicurezza che presidiano tutti i punti caldi della città. L'attentatore, che sarebbe un 36enne di origini marocchine, è morto, come è stato comunicato anche dalla procura. Non si hanno notizie di altre persone coinvolte o ferite. Il ministro dell'Interno Jan Jambon ha detto che "poteva essere una strage" anche perché è stato confermato che nella borsa del terrorista c'erano bombole di gas ma anche chiodi.

La ricostruzione della procura

Il portavoce della procura ha poi ricostruito quanto accaduto la sera del 20 giugno. Alle 20:45 circa, "il sospetto kamikaze è entrato in stazione attraversando la sala dove si trovano le biglietterie ed è poi sceso verso i binari che passano nel sottosuolo avvicinandosi a un gruppo di persone. Qui è avvenuta la prima debole esplosione e la sua valigia ha preso fuoco senza causare feriti". Dopodiché l'uomo si sarebbe mosso "alla ricerca del capo stazione e la sua valigia è esplosa una seconda volta. A questo punto l'uomo ha attaccato un militare al grido 'Allah Akbar': il soldato ha sparato al suo assalitore" che sarebbe morto "in seguito alle ferite riportate".

Procura: è terrorismo. Allarme bomba a Namur

La procura federale ha definito l'episodio un atto di terrorismo ed ha inviato propri funzionari sul posto. Le autorità ritengono al momento che si sia trattato di un caso isolato. Gli accertamenti sono ancora in corso e nella capitale belga e in tutto il Paese l'attenzione rimane alta dopo che, il 21 giugno, anche nella stazione di Namur si è registrato un allarme bomba, poi rientrato dopo che una valigia sospetta è stata "neutralizzata" e il traffico è ritornato alla normalità. Inoltre, anche ad Anversa sarebbe stata condotta un'operazione di polizia nei pressi della stazione, senza però interrompere il traffico ferroviario.

Il profilo dell'attentatore

Secondo le prime informazioni, l’attentatore sarebbe un uomo di origini marocchine di 36 anni e non sarebbe stato ricercato per terrorismo, come ha fatto sapere il procuratore belga. Il giovane avrebbe vissuto a Molenbeek, e nel giorno dopo l’attentato si sarebbero effettuate delle perquisizioni nella sua abitazione.
Diverse telecamere sono posizionate davanti alla casa, sul boulevard Louis Mettewie all'altezza del boulevard Prince de Liege. Tra i vicini, solo una ragazza avrebbe rilasciato una dichiarazione: "Lo vedevo spesso, era sempre sorridente, salutava, sembrava tranquillo. Non avrei mai pensato”.

Bruxelles nel terrore

Nel marzo del 2016 Bruxelles ha pagato con 32 morti e decine e decine di feriti gli attentati compiuti nella metropolitana e all'aeroporto. Martedì sera, in pochi minuti la capitale europea è ripiombata nella paura, sirene si sono udite in tutte le zone centrali ed è entrato in azione anche un elicottero. Del resto la vigilanza anti-terrorismo, dal marzo 2016, non si è mai allentata, sebbene il livello di allerta ufficiale sia stato abbassato ma non certo azzerato. La presenza di soldati armati di fucili automatici e protetti dai giubbotti antiproiettile è costante in tutti i punti caldi: istituzioni, centri commerciali, attrazioni turistiche. 

Il tweet che informa della riapertura della stazione centrale di Bruxelles, questa mattina
 

Data ultima modifica 21 giugno 2017 ore 15:26

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