Save the children: 700 milioni di bambini derubati dell’infanzia

La maggior parte dei Paesi in cui la vita per i bambini è difficile si trova in Africa centrale e occidentale (Getty Images)
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Un report dell'associazione svela i numeri dei bimbi costretti a vivere tra povertà, malattie, conflitti, lavoro minorile e matrimoni precoci. Il Niger è il Paese più problematico, la Norvegia quello con maggiori opportunità. Italia al nono posto

Nel mondo ci sono 700 milioni di minori a cui è stata rubata l’infanzia. Un numero enorme che rappresenta un quarto di tutti i bambini, che a differenza dei propri coetanei sono stati privati del diritto di crescere serenamente oppure vivono sotto costante minaccia. È quanto emerge dal primo Indice globale sull'infanzia negata nel mondo, contenuto nel nuovo rapporto Infanzia rubata di Save the children, presentato il 1°giugno in occasione della Giornata internazionale dei bambini (festeggiata in date diverse a seconda dei Paesi).

Lo Stato più problematico è il Niger

La "fotografia" scattata dal dossier prende in considerazione 172 Paesi al mondo e riprende una situazione drammatica in numerosi Stati africani. Nella lista nera dei peggiori Paesi in cui essere bambini finisce in prima posizione il Niger, seguito da Angola, Mali, Repubblica Centrafricana e Somalia. In generale dal report emerge che 263 milioni di minori nel mondo (1 su 6) non vanno a scuola e 168 milioni (più di tutti i bambini che vivono in Europa) sono coinvolti in varie forme di lavoro minorile. Un tipo di sfruttamento che spesso coincide con mansioni pesanti o pericolose che ne mettono "gravemente a rischio l’incolumità fisica e psicologica". Per quanto riguarda le bambine, ben 15 milioni ogni anno, secondo Save the children, si sposano prima dei 18 anni e spesso con uomini molto più grandi. Tra queste, 4 milioni si uniscono in matrimonio prima di aver compiuto 15 anni (una ogni 7 secondi) con conseguenze che l’organizzazione umanitaria denuncia come "devastanti sulla loro salute e sulle loro opportunità future".

La minaccia di malattie e guerre

I fattori principali che continuano ad impedire a centinaia di milioni di bambini di vivere serenamente il proprio diritto all’infanzia, secondo Save the children, rimangono i conflitti e le malattie. Ogni anno, infatti, 6 milioni di minori muoiono prima di aver compiuto 5 anni d’età per cause facilmente prevenibili come polmonite, diarrea e malaria. Altri 156 milioni, nella stessa fascia d’età, vengono colpiti da forme di malnutrizione acuta che ne compromettono seriamente la crescita. E in tutto il mondo, sottolinea il rapporto, circa 28 milioni di bambini (1 su 80) sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni per fuggire da persecuzioni e guerre. Solo nel 2015 più di 75mila bambini e ragazzi di meno di 20 anni di età (più di 200 al giorno) sono stati assassinati.

 

Lo Stato con più opportunità per i bimbi? La Norvegia

Dal rapporto emerge che il Paese al mondo dove i bambini possono crescere più serenamente è la Norvegia, seguita da Slovenia e Finlandia, mentre l'Italia si posiziona al nono posto in classifica. Il nostro Paese, secondo Save the children, offre condizioni migliori di Germania e Belgio (decime a pari merito con Cipro e Corea del Sud), ma inferiori a Olanda, Svezia, Portogallo, Irlanda e Islanda. "È inaccettabile che nel 2017 – ha dichiarato Valerio Neri, direttore generale di Save the children Italia - milioni di bambini in tutto il mondo continuino ad essere privati della propria infanzia e del loro diritto di essere al sicuro, di crescere, imparare e giocare". Secondo Neri è necessario fare di più per garantire un futuro migliore "fino all'ultimo bambino" e per riuscirci bisogna continuare a investire sulla salute e sul benessere dei minori. Perché "anche se la maggior parte dei Paesi in cui è molto complicato essere bambini sono in Africa centrale e occidentale, non possiamo non tener conto dei progressi e dei segnali di speranza che si sono registrati negli ultimi anni. Dal 1990, ad esempio, in questa regione del continente africano le morti dei bambini sotto i 5 anni si sono dimezzate". 

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