Nato, accordo su terrorismo ma restano le divergenze

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A dividere sono il rapporto con la Russia e la ripartizione delle spese militari nell'Alleanza. Il confronto andrà avanti al G7 di Taormina e si allargherà ai temi globali: il clima, il commercio, i migranti, i rapporti con l'Africa

La Nato aumenta il suo impegno nella lotta contro il terrorismo e i partner europei si impegnano ad incrementare le spese per la difesa: sui due principali temi in agenda al vertice dell'Alleanza atlantica, entrambi sollevati dall'"azionista di maggioranza" Donald Trump fin dall'inizio della presidenza, sono stati fatti passi avanti. Ma, al di là della decisione sull'ingresso a pieno titolo della Nato nella coalizione anti-Isis, delle parole rituali per l'inaugurazione del nuovo quartier generale, degli inni e degli alzabandiera, gli alleati delle due parti dell'Oceano Atlantico non hanno trovato una sintonia.

Restano le divergenze

Sono emerse evidenti divergenze e il presidente Trump è tornato a insistere sull'impegno troppo blando dal punto di vista finanziario dei partner europei. La maggior parte degli alleati, 23 su 28, ha detto, "non pagano quello che dovrebbero. E questo è ingiusto nei confronti dei contribuenti americani".

Quanto al famoso impegno di arrivare entro il 2024 a spendere per la difesa il 2% del Pil, deciso dagli alleati nel 2014, "è insufficiente ed è davvero il minimo", ha chiosato Trump. Sul quartier generale, che sostituisce dopo 50 anni esatti quello "provvisorio" costruito in gran fretta nel 1967 quando la Francia del presidente De Gaulle aveva deciso di non accoglierlo più a Parigi, Trump ha detto "-"Non ho mai chiesto i costi di questo nuovo quartier generale Nato e non voglio saperli, ma è bellissimo".

Tensioni

Il vertice è stato l'occasione per scambi bilaterali, non sempre sereni. La premier britannica Theresa May ha sollevato il caso delle rivelazioni alla stampa Usa sulle indagini per la strage di Manchester, "dirò chiaramente al presidente Trump che le informazioni condivise tra i nostri servizi devono restare confidenziali", ha detto prima della riunione.

Faccia scura per il presidente Recep Tayyip Erdogan, spintoni non proprio da protocollo di Trump all'ultimo arrivato della famiglia, il presidente montenegrino Dusko Markovic, dichiarazioni più o meno di rito per gli altri leader.

Il premier belga, leader del paese ospite dell'Alleanza, ha alluso alla definizione che Trump diede della Nato in campagna elettorale, "obsoleta". "I nostri valori comuni non sono obsoleti", ha detto Charles Michel.

Gentiloni: non sarà un confronto semplice

Paolo Gentiloni, accompagnato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, guarda oltre, al G7 di Taormina del 26 e 27 maggio. "Non sarà un confronto semplice - ha detto - ma si parlerà di temi che interessano l'umanità intera, le questioni legate al cambiamento climatico, ai commerci, all'immigrazione, ai rapporti con l'Africa". In ogni caso, ha sottolineato, 'Italia è "impegnatissima soprattutto in Iraq dove dopo gli Stati Uniti siamo il secondo paese che contribuisce di piu' in termini di presenza militare" e che è sulla  "prima linea della crisi migratoria e della sua drammatica dimensione umanitaria, affrontando anche le relative implicazioni in termini di sicurezza".

Ma il protagonista "debuttante" Trump ha lasciato la riunione, con tutto il suo seguito di diplomatici e giornalisti, prima della fine, destinazione Taormina.

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