Ebola, nuovo focolaio nella Repubblica Democratica del Congo

L'Ebola torna a due anni di distanza dell'ultima grande epidemia (Getty Images)
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L'Organizzazione mondiale della Sanità ha confermato 3 vittime, circa 20 casi registrati e oltre 400 sospetti. Il rischio è elevato a livello nazionale ma contenuto su scala internazionale

Il virus Ebola è tornato. L'Organizzazione mondiale della sanità ha confermato la presenza di un focolaio nella Repubblica Democratica del Congo. Al momento si registrano 3 morti, circa 20 casi confermati (ma potrebbero essere già 29, secondo quanto riporta il "New York Times") e 400 persone a rischio.

 

Rischio internazionale limitato”

L'epidemia sembra essere concentrata, al momento, nella provincia di Basso Uele, nel Nord-Est del Paese, vicino al confine con la Repubblica Centroafricana e il Sud Sudan. I team di Oms, Onu e di altre istituzioni hanno insediato un centro di trattamento per Ebola e un laboratorio mobile nella zona di Likati. Al momento, ha detto al "Time" Peter Salama, direttore esecutivo dell'Organizzazione mondiale della sanità, il rischio sarebbe “elevato a livello nazionale, medio a livello regionale e basso a livello globale”. Non è invece chiaro se verrà usato su larga scala il vaccino già sperimentato nell'epidemia di due anni fa.

 

I primi casi il 22 aprile

Peter Salama ha sottolineato i progressi finora fatti nella lotta all'Ebola. “Crediamo che il governo della Repubblica Democratica del Congo abbia una forte esperienza nella gestione delle epidemie di Ebola”. I primi casi del nuovo focolaio sarebbero stati diagnosticati il 22 aprile, mentre l'Oms sarebbe stata avvertita il 9 maggio. L'11 maggio le analisi di laboratorio hanno poi confermato che si trattava di Ebola.“Conosciamo come mai prima d'ora i sintomi del virus – ha continuato Salama – e restiamo vigili: non lasceremo nulla al caso”. Se l'epidemia dovesse ampliarsi, l'Oms potrebbe avere presto bisogno di nuove risorse: “Per i primi sei mesi – ha spiegato il direttore esecutivo dell'organizzazione – serviranno circa 10 milioni di dollari”. Più di quanto a disposizione del fondo di emergenza.  

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