Damasco smentisce Usa: "Forni crematori sono fantasia hollywoodiana"

Le immagini satellitari diffuse dagli Stati Uniti. In primo piano il carcere di Saydnaya. A destra il presunto forno crematorio
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Il governo siriano risponde alle affermazioni dell'inviato del Dipartimento di Stato americano in Medio Oriente, Stuart Jones, sulle esecuzioni di massa nella prigione di Saydnaya: “Uno scenario disconnesso dalla realtà”

Nessuna esecuzione di massa e nessun forno crematorio. Damasco respinge le accuse degli Usa secondo cui nella prigione militare di Saydnaya ogni giorno verrebbero impiccati decine di detenuti bruciandone poi i corpi per occultare le prove della strage di massa. Per il governo di Assad si tratta di “uno scenario hollywoodiano totalmente infondato”. In un comunicato del ministero degli Esteri siriano, riportato dall'agenzia ufficiale Sana, si definiscono le accuse come "un prodotto della fantasia dell'amministrazione" Trump e "dei suoi agenti", il tutto poi evocherebbe una "situazione completamente disconnesso dalla realtà".

Forni crematori per nascondere omicidi di massa

La denuncia delle esecuzioni di massa era stata fatta dall'inviato del Dipartimento di Stato americano in Medio Oriente, Stuart Jones. Come prova, gli Stati Uniti avevano mostrato alla stampa diverse immagini satellitari da cui emergerebbe che una struttura all'interno della prigione militare di Saydnaya, a circa 45 minuti da Damasco, sarebbe stata modificata in un forno crematorio. Qui verrebbero impiccati almeno 50 detenuti al giorno. Nella prigione si trovano migliaia di persone, detenute dal regime in sei anni di guerra civile. Il governo siriano ha sempre smentito di commettere violazioni ai diritti umani nelle carceri del paese.

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