Brexit, scontro Ue-Gb. May: "Minacce per condizionare voto"

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Braccio di ferro tra Londra e Bruxelles sulle condizioni economiche per il divorzio. Il FT: la Gran Bretagna dovrà versare 100 miliardi di euro. Il ministro Davis: “Pagheremo solo quanto dovuto”. Il negoziatore Barnier: “Nessuna punizione, devono saldare il conto”

È scontro aperto tra Londra e Bruxelles sulle condizioni economiche che sanciranno ufficialmente la Brexit. Secondo il Financial Times, l’Unione europea presenterà un conto che potrebbe arrivare a circa 100 miliardi di euro. Una cifra che la Gran Bretagna non ha intenzione di pagare. I negoziati tra le due parti, anche dopo l'incontro May-Juncker, si preannunciano lunghi e complicati. La premier britannica, che oggi ha incontrato la Regina per sciogliere formalmente il Parlamento in vista delle elezioni, ha accusato leader e funzionari europei di aver rivolto "minacce" sui negoziati per "condizionare" il voto dell'8 giugno. 

May, minacce da Ue per condizionare voto Gb 

La premier britannica Theresa May è stata ricevuta dalla Regina a Buckingham Palace per l'atto formale di scioglimento del Parlamento in vista delle elezioni dell’8 giugno. Dopo l’incontro ha accusato leader e funzionari europei di aver rivolto "minacce" sui negoziati per la Brexit con l'intento di "condizionare" il voto: "C'è chi non vuole a Bruxelles che i colloqui abbiano successo”, ha detto, chiedendo contestualmente ai cittadini di votare per lei e per il Partito Conservatore per rafforzare "la mano" britannica al tavolo della trattativa. Secondo la premier, la posizione di Londra in questi giorni è stata deliberatamente "mal rappresentata".

Ft: conto per Gb potrebbe salire fino a 100 miliardi

Il conto che l'Unione europea presenterà alla Gran Bretagna per la Brexit potrebbe salire fino a 100 miliardi di euro secondo un'analisi del Financial Times che tiene in considerazione le richieste avanzate dagli Stati membri dell'Ue, in particolare Francia e Germania. La stima è nettamente più alta rispetto a quella circolata finora di 60 miliardi di euro e riflette quello che il quotidiano finanziario descrive come "un indurimento" nella posizione negoziale. (COSA CAMBIA CON LA BREXIT)

Gb, pagheremo solo quanto legalmente dovuto 

La Gran Bretagna non ha intenzione di pagare un “conto del divorzio” dall'Ue da 100 miliardi di euro, ha fatto sapere il ministro britannico per la Brexit, David Davis, in una intervista ad Itv, affermando che Londra è disposta a saldare “quanto è legalmente dovuto” in base agli accordi ma non "semplicemente ciò che l'Ue vuole". Davis ha anche sottolineato che l'Ue sta giocando in modo “molto duro e ruvido” nell'apertura delle trattative per la Brexit ma non ha comunque ancora messo cifre sul tavolo. (IL GOVERNO PREPARA LA TRANSIZIONE SOFT)

Negoziatore Ue: “Nessuna punizione ma Gb saldi conto”

"Il Regno Unito dovrà onorare tutti gli impegni finanziari presi in quanto membro. Non è una punizione, né una tassa per l'uscita". Il negoziatore Ue per la Brexit Michel Barnier ha illustrato la bozza di mandato a negoziare con Londra spiegando che l’Ue è pronta a tutte le opzione ma lavora per “trovare un accordo e arrivare a una nuova partnership col Regno Unito”. "Ci saranno conseguenze”, ha ribadito Barnier, “i negoziati richiederanno tempo e sforzi. Sono trascorsi dieci mesi di incertezza, che ora occorre rimuovere. È arrivato il momento di iniziare il negoziato, non appena la Gran Bretagna sarà pronta. Il tempo stringe. La Gran Bretagna dovrà mettere molta energia e fare grandi sforzi”. (LE LINEE GUIDA DELLA UE)

Barnier ha poi spiegato che non può accettare l’espressione di un “assegno in bianco”: “Noi chiediamo di saldare il conto. Gli impegni che sono stati presi dalla Gran Bretagna. Non è un assegno in bianco".

 

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