Francia, chiusi i seggi. Exit poll: Macron in testa

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Primo turno delle presidenziali: Macron e le Pen i favoriti dei sondaggi, ma gli sfidanti sono vicini. Rischio terrorismo, l’intelligence avverte: "Seggi vulnerabili". Exit poll tv belga: avanti Macron - LO SPECIALE ELEZIONI - LIVEBLOG

La Francia e l’Europa con il fiato sospeso. Alle 8 si sono aperti i seggi per il primo turno delle presidenziali (LO SPECIALE - I VIDEO). Lieve calo dell'affluenza alle 17: è stata del 69,42%, giù di un punto rispetto al primo turno del 2012, quando fu del 70,59%. Alle 12 l'affluenza era stata del 28,5%, più alta di quella del 2012, quando fu del 28,3%.

 

Primi exit poll: grande prudenza sui numeri

Un exit poll della televisione belga RTBF, la cui pubblicazione è vietata in Francia sino alla chiusura delle urne alle 20, assegna il primo posto a Macron, seguira dalla candidata dell'estrema destra Marine Le Pen, e quindi al terzo e quarto posto dal repubblicano gollista Francois Fillon e dalla sinistra radicale rappresentata Melenchon. Si tratta  di numeri da prendere comunque con estrema cautela. Lo conferma il fatto che successivi exit poll, citati sempre dalla tv pubblica belga Rtbf, confermano che Emmanuel Macron sarebbe in testa alle presidenziali francesi, ma cambierebbe invece lo scenario per il secondo posto: Marine Le Pen, Francois Fillon e Jean-Luc Me'lenchon sarebbero su percentuali quasi identiche. Ma altri sondaggi danno un testa a testa per il secondo posto tra le Pen e Fillon. Insomma, grande incertezza e numeri da prendere con enorme prudenza.

Il sistema elettorale, a scrutinio uninominale maggioritario a due turni, prevede il ballottaggio a meno che uno dei candidati non superi il 50% al primo turno, una circostanza che non si mai verificata finora.

Il presidente eletto resta all'Eliseo per cinque anni, come ha voluto la riforma costituzionale di Jacques Chirac, che nel 2000 ha diminuito da sette anni a cinque il mandato presidenziale.

 

I candidati

Per la prima volta nella Quinta Repubblica, il presidente in carica, il socialista Francois Hollande, ha deciso di non presentarsi per un secondo mandato.

Quattro i candidati (ecco chi sono) che arrivano in volata, programmi drastici, estrema destra ed estrema sinistra in ballo fino all'ultimo. E tutto in un clima senza precedenti: stato d'emergenza, attentati perpetrati e sventati nelle ultime ore, l'assassinio di un poliziotto nel cuore di Parigi. Tensione anche alla vigilia, a causa di un uomo che ha tirato fuori un coltello alla Gare du Nord di Parigi  e ha scatenato il panico fra i viaggiatori.

I favoriti
Emmanuel Macron, Marine Le Pen, Francois Fillon e Jean-Luc Mèlenchon. Uno di questi diventerà presidente della Repubblica. Ma le prossime due settimane, in attesa del ballottaggio, rischiano di essere le più difficili da gestire nella storia recente della Francia. Difficoltà e rischi prevedibili se verranno rispettate le previsioni dei sondaggi, con un duello Macron-Le Pen. Addirittura impensabili se il paese piombasse in un duello fra estrema destra ed estrema sinistra, tanto che il duello Le Pen-Mèlenchon è quello più temuto per l'ordine pubblico.

Candidati ai seggi e proteste
Nella mattinata di domenica i principali candidati si sono recati alle urne. Alcune attiviste delle Femen hanno tentato due blitz separati, uno davanti alla casa di Macron e l'altro davanti al seggio di Marine Le Pen. 

Hollande: democrazia più forte di tutto
"Siamo stati messi a dura prova nell'ultimo periodo, ma siamo pronti alle presidenziali e alle legislative. Questo è il messaggio che possiamo dare; la democrazia è più forte di tutto". Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande subito dopo aver votato per il primo turno delle presidenziali. 

Allerta al massimo
Sospesi ferie e permessi a tutti i militari, poliziotti e gendarmi. Ai seggi e nelle prefetture per lo spoglio lo schieramento di forze dell'ordine sarà massimo. Uno sforzo ulteriore chiesto a una categoria sul piede di guerra dopo un anno e mezzo di stato d'emergenza, turni pesantissimi, rischi moltiplicati nelle strade, dove l'uniforme è diventata il bersaglio dei jihadisti.

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