Missili e testate nucleari, le armi della Corea del Nord

Kim Jong-un è in carica come leader supremo della Corea del Nord dal dicembre 2011 (Getty Images)
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Il leader Kim Jong-un potrebbe decidere di effettuare un test nucleare nei prossimi giorni, scatenando un'offensiva degli Stati Uniti. Ecco su quali armamenti potrebbe contare Pyongyang in caso di scontro

Dopo le provocazioni del governo di Kim Jong-un all'indomani dei raid statunitensi in Siria (un "attacco inaccettabile", che giustifica il possesso della bomba atomica), i rapporti fra i Usa e Corea del Nord sono sempre più tesi. Secondo la Nbc, l'aviazione Usa sarebbe pronta a colpire la Corea del Nord con armi convenzionali, mentre una squadra d'attacco navale, supportata anche dalla flotta giapponese, si sta avvicinando alle coste nordcoreane. Pyongyang, per bocca del suo viceministro degli Esteri ha annunciato l'imminenza di un grande evento (probabilmente un altro test nucleare) e si è detta pronta alla guerra se gli Usa decideranno di attaccare.

L'esercito nordcoreano

In caso di conflitto, l'Esercito Popolare nordcoreano può contare su circa un milione di soldati e mille missili balistici di vario tipo. Molti di questi armamenti sono a corto raggio, sviluppati per colpire la Corea del Sud, ma il regime nordcoreano sostiene di possedere missili in grado di raggiungere gli Stati Uniti. Seicento missili appartengono alle categorie Scud B, C e D, mentre più di trecento sono Nodongs, Scud aggiornati, con un alto arco di tiro, più difficili da intercettare e in grado di trasportare testate con mille chilogrammi di esplosivo. Esercito, marina, areonautica, forze missilistiche strategiche e forze speciali (180mila unità) sono le cinque divisioni da cui sono composte le forze armate di Pyongyang. Oltre ai militari in servizio attivo, sono a disposizione dell'esercito circa sei milioni di riservisti e paramilitari. Il servizio militare, in Corea del Nord, è obbligatorio e ha inizio a 17 anni, dura circa dieci e dopo il congedo gli uomini sono sottoposti a periodici richiami, fino all'età di 60 anni. Difficile fare una stima delle armi chimiche del regime, che potrebbero ammontare a circa 5mila tonnellate. Il governo rivendica inoltre i progressi raggiunti nella "miniaturizzazione", una tecnica che in campo militare si usa per produrre ordigni così piccoli da poter armare i missili intercontinentali.

La corsa all'atomica

La corsa del regime nordcoreano alla bomba atomica ha inizio negli anni '50, con il supporto dell'Unione Sovietica: già nel 1969, un rapporto dell'intelligence cinese confermava che il Paese era impegnato in un programma di sviluppo nucleare. Il rapporto di Pyongyang con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica è sempre stato turbolento: dopo l'adesione nel 1974 e la firma del Trattato di non proliferazione nucleare (Npt) nel 1985, arriva la rottura nel 1993, con la decisione di non rivelare all'agenzia i dettagli del proprio programma e il divieto d'accesso a due sospetti siti nucleari per i suoi tecnici. La Corea del Nord fa marcia indietro nel 1994, acconsentendo alle ispezioni internazionali e firmando un accordo con gli Usa per bloccare il suo programma nucleare in cambio della fornitura di combustibili. Pyongyang però continua a lavorare in segreto al proprio piano fino al 2002, quando il governo comunica ai diplomatici statunitensi di essersi dotato di un arsenale nucleare. Il resto è storia recente, fra adesioni al Trattato di non proliferazione e clamorosi dietro front. Nel 2006 arriva il primo test nucleare, con un chilotone di potenza sprigionata (la bomba sganciata dagli Usa su Hiroshima si avvicinava ai 15 chilotoni), a cui seguono altri quattro test, che comprendono bombe fino a 8 chilotoni e anche il lancio di missili di terra a corto raggio. L'ultimo test è avvenuto nel settembre 2016, il prossimo potrebbe tenersi sabato 15 aprile e scatenare la risposta degli Stati Uniti.

Le potenze nucleari del mondo

Attualmente, la Corea del Nord ha un arsenale nucleare stimato inferiore alle dieci testate. Tra gli stati possessori di armamenti atomici, è quello meno fornito: in base alle ultime stime della Federation of American Scientists, Stati Uniti e Russia mantengono quasi 1.800 unità in stato di perenne allerta e ne posseggono rispettivamente oltre 6.800 e 7mila ordigni. Regno Unito, Francia e Cina, gli altri Paesi aderenti al Trattato di non proliferazione nucleare, possiedono fra le 200 e le 300 testate; un centinaio a testa le bombe a disposizione di India e Pakistan, mentre Israele non ha mai confermato ufficialmente di possedere armi di questo tipo né ha mai effettuato, per quanto si sappia, alcun test. Gli esperti del settore, tuttavia, concordano nel ritenere che il Paese sia dotato di un numero compreso fra le 80 e le 200 testate, comprese armi all'idrogeno.

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