Usa, Twitter contro governo: no a informazioni su profili anti-Trump

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Il ministero per la Sicurezza Interna e l'agenzia per il controllo delle frontiere avrebbero chiesto dettagli sugli utenti che si celano dietro al profilo di dissidenti @ALT_uscis. Il social network si è rifiutato e ha fatto causa all'amministrazione. I legali: "No all'obbligo di fornire indicazioni precise"

Twitter ha fatto causa al governo americano. Il motivo: l’amministrazione Trump pretenderebbe di ottenere dal social network le identità degli utenti che si celano dietro agli account alternativi a quelli istituzionali e che sono gestiti anonimamente da impiegati delle agenzie governative che non condividono le politiche del presidente. Nello specifico, secondo la causa depositata al tribunale del Northern California District, Twitter sostiene che il ministero per la Sicurezza Interna e il Servizio delle dogane e della protezione delle frontiere (Cbp), lo scorso marzo, abbiano chiesto informazioni sull’identità che si cela dietro ad @ALT_uscis, un profilo che sarebbe gestito da alcuni dipendenti del servizio immigrati Usa (Uscis) molto critici con il Tycoon.

 

 

La richiesta di marzo - Secondo quanto riporta Reuters, il mese scorso, Twitter ha ricevuto una citazione con la richiesta di informazioni sull’account dei dissidenti in questione. Dai documenti è poi emerso che le informazioni servivano per un’investigazione per attestare la conformità di dazi, imposte e multe oltre che altre questioni di immigrazione e dogana. Non ci sono, al momento, indicazioni che portino a credere che la Casa Bianca fosse a conoscenza di quello che stava succedendo. Il documento è infatti stato firmato da un supervisore della Florida che investiga sulla corruzione degli impiegati e su condotte e gestioni cattive.
Ad ora, inoltre, non si sa se il governo abbia chiesto informazione su altri profili “alt”, come vengono chiamati molti degli account alternativi a quelli istituzionali che criticano il presidente. Nick Pacilio, portavoce di Twitter, infatti, si è rifiutato di rilasciare commenti su questo punto. 

 

I legali di Twitter: "Diritto di diffondere in forma anonima messaggi politici" - "Il diritto alla libertà di espressione riconosciuto agli utilizzatori di Twitter e alla stessa Twitter, in base al primo emendamento della Costituzione americana, include il diritto a diffondere in forma anonima discorsi politici", sostengono i legali del social network. Per loro, quindi, il governo "non può obbligare Twitter a rivelare informazioni sulle reali identità dei suoi utenti”, senza prima dimostrare che siano legati "a crimini commessi". 

 

 

L'avvocato che rappresenta gli utenti: "Richiesta molto inusuale" - Sulla vicenda si sono espressi anche diversi politici, tra cui Ron Wyden, senatore democratico dell’Oregon, che ha catalogato come una "perdita di risorse" quella di provare a smascherare un critico anonimo e ha chiesto all’ispettore generale della Sicurezza nazionale di investigare su chi ha dato il via alla “caccia alle streghe”. Inoltre, Esha Bhandari, una avvocatessa della American Civil Liberties Union, che sta rappresentando gli utenti di Twitter, ha detto che la richiesta del governo è molto inusuale. Domande di questo genere, ha spiegato, di solito vengono fatte per questioni di sicurezza nazionale o di imputazioni criminali. 

 

Record di follower per @ALT_uscis - Intanto, dopo che @ALT_uscis ha dato la notizia del contenzioso e ha twittato anche documenti che attestano l’esistenza della causa, i suoi follower sono triplicati e hanno superato la quota dei 130mila. Se il profilo svelasse l’identità del suo gestore, spiegano gli avvocati di Twitter, questo ne comprometterebbe la libertà di parola. E il caso creerebbe un precedente pericoloso, perché così il governo potrebbe richiedere altri dati per risalire ad altri proprietari.

 

 

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