Regeni, l'appello della famiglia al Papa: “Parli di Giulio in Egitto”

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I genitori del ricercatore ucciso al Cairo hanno tenuto una conferenza stampa al Senato: “Siamo sicuri che Bergoglio, nella sua visita ad aprile, si unirà alla nostra richiesta di verità”. E ancora: “Sono stati 14 mesi surreali, non mostriamo le foto dell’autopsia perché farebbero troppo male”

I genitori di Giulio Regeni hanno rivolto un appello a Papa Francesco chiedendo che il Pontefice nel corso della sua visita in Egitto, il 28 e 29 aprile, affronti la vicenda del ricercatore torturato e ucciso al Cairo nel febbraio 2016. "Siamo sicuri che il Papa non potrà in questo viaggio non ricordarsi di Giulio, unendosi alla nostra richiesta concreta di verità per avere finalmente la pace”, ha detto Paola Regeni.

 

L’appello è stato lanciato nel corso di una conferenza stampa al Senato, nella Sala dei caduti di Nassiriya, alla quale hanno partecipato il senatore Luigi Manconi e Riccardo Noury di Amnesty Italia. 

Famiglia Regeni: “14 mesi surreali” - È passato oltre un anno dal ritrovamento del corpo di Giulio Regeni al Cairo. “Sono stati 14 mesi surreali e pieni di dolore, che ci hanno obbligato a non abbassare mai la guardia”, hanno detto Claudio e Paola Regeni. "Esigiamo la verità, ne abbiamo diritto per la nostra dignità. Servono azioni da parte delle istituzioni italiane ma anche europee. Italia e Europa devono essere al nostro fianco". (LE INIZIATIVE A UN ANNO DALLA MORTE)

 

“Le foto dell’autopsia farebbero troppo male” - "Abbiamo pensato più volte di mostrare le foto dell'autopsia di Giulio”, ha detto la madre Paola. “Siamo arrivati alla conclusione che farebbero troppo male: nessuno ha mai visto in occidente quello che gli hanno fatto e forse, una cosa così non l'hanno mai fatta neanche ad un egiziano". 

 

La famiglia ha deciso di non mostrare quegli scatti ma i genitori di Giulio hanno però voluto far vedere un’immagine: un murales disegnato su un muro a Berlino e realizzato da writers egiziani: raffigura il volto del ricercatore in un gatto stilizzato (simbolo dell’Egitto ferito) e la scritta “ucciso come un egiziano”

 

Il legale: “Egitto esca da oltraggioso silenzio” -  Le autorità egiziane devono uscire "dall'oltraggioso silenzio" e rispondere alla rogatoria della procura di Roma, "abbiamo i nomi e i volti di coloro che sono coinvolti nella sparizione e nell'omicidio" di Giulio Regeni "ma non abbiamo i mandanti, la regia e, soprattutto, il perché  il ricercatore è stato ucciso" ha poi accusato l'avvocato della famiglia Regeni, Alessandra Ballerini, sottolineando che ormai ci sono le "prove" del coinvolgimento dei servizi di sicurezza egiziani.

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