Venezuela, esautorato il Parlamento: aggrediti deputati

Un momento delle tensioni in Venezuela (Getty)
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Tensioni nel Paese dopo che il Tribunale Supremo di Giustizia ha assunto tutte le funzioni dell'Assemblea Nazionale, lasciando a Nicolas Maduro il potere di governare senza alcun controllo. Deputati dell'opposizione, che aveva la maggioranza in Aula, sono stati colpiti dai militari della Guardia Nazionale. Preoccupazioni della comunità internazionale: “È un auto-golpe”. FOTO

Il Venezuela è nel caos. Il Tribunale Supremo di Giustizia (Tsj), fedele al presidente Nicolas Maduro, ha di fatto esautorato il Parlamento e si è auto-attribuito le sue funzioni. L’opposizione, che numeri alla mano controlla il Parlamento, ha definito la mossa come "un colpo di Stato in piena regola" chiamando i cittadini in piazza per sabato (FOTO).

 

Un gruppo di deputati oppositori, mentre tentavano di avvicinarsi alla sede dell’Alta Corte nel centro di Caracas, è stato aggredito dai militari della Guardia Nazionale e da membri di gruppi irregolari pro governativi. I militanti chavisti li hanno attaccati anche con pietre e bastoni. 

 

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La decisione della Corte - Tutto è nato dalla decisione del Tsj che ha stabilito che, dato che l'Assemblea si trova in uno stato di "ribellione ed oltraggio" rispetto alle sue decisioni, "le competenze parlamentari saranno esercitate direttamente dalla Sala Costituzionale del Tsj per garantire lo Stato di diritto". 

 

Il Tribunale supremo considera ogni azione del Parlamento nulla ed illegale, perché sostiene che esistano denunce di brogli sull'elezione di tre deputati dell’opposizione. La nuova decisione del Tsj completa il quadro di isolamento istituzionale del Parlamento iniziato dopo le elezioni politiche, stravinte dall'opposizione. Una alla volta il massimo organo giudiziario ha annullato tutte le sue funzioni, ed anche l'immunità dei parlamentari, trasferendo tutto il potere nelle mani del governo di Maduro.

 

La reazione del Parlamento - Il presidente del Parlamento Julio Borges ha lanciato un appello alle Forze armate "perché appoggino noi, cioè il popolo”. L'Alta corte, ha detto Borges, ha "sequestrato la Costituzione, i diritti e la libertà dei venezuelani. La comunità internazionale deve aiutarci”.

 

 

Le reazioni nel mondo - Maduro si trova sempre più isolato a livello internazionale. E le reazioni all’ennesima presa di potere non si sono fatte attendere. Dalla riunione del consiglio dell'Organizzazione degli Stati Americani (Osa) svoltasi a Washington, sono arrivate le preoccupazioni di gran parte degli Stati sudamericani. 

 

 

Il segretario generale dell’Osa Luis Almagro, ha denunciato che a Caracas è in atto un “auto-colpo di Stato perpetrato dal regime venezuelano contro l'Assemblea Nazionale". Poi ha lanciato un appello ai leader del continente, perché reagiscano a quanto sta avvenendo: “Stare zitti davanti ad una dittatura che rappresenta quanto vi è di più indegno in termini politici”.

 

Usa e Ue preoccupati - Gli Usa in una nota del dipartimento di Stato "condannano" la decisione della corte suprema venezuelana di "usurpare i poteri dell'assemblea nazionale eletta democraticamente". Per Washington si tratta di "una grave battuta d'arresto per la democrazia”. 

 

 

Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha invece detto che "l'Europarlamento appoggia l'Assemblea nazionale, unico potere legittimato, e denuncia l'auto colpo di Stato perpetrato dal regime del Venezuela”. Il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha aggiunto: "Siamo vicini ai 150 mila italiani che vivono in Venezuela”.

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