New York, cadono le accuse contro Lapo Elkann per finto rapimento

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Il nipote di Gianni Agnelli era stato denunciato a fine novembre per aver inscenato il suo sequestro per avere 10mila dollari dalla famiglia. In caso di condanna rischiava dai due ai 10 anni di carcere. Lapo: "una decisione che mi rincuora"

Non ci sarà alcun processo penale a carico di Lapo Elkann per la denuncia di aver inscenato il suo finto sequestro che risale alla fine di novembre. Il procuratore di New York ha infatti deciso di lasciar cadere le accuse. "La decisione mi rincuora e rinforza il sentimento di fiducia che da sempre ripongo nella giustizia americana" questo il commento del nipote di Gianni Agnelli. (LA FOTOSTORIA DI LAPO ELKANN)

 

Rischiava fino a 10 anni - A confermarlo un funzionario del tribunale penale di Manhattan dove si è tenuta l'udienza.  Se fosse stato condannato per aver finto il proprio rapimento con lo scopo di ottenere 10mila dollari dalla famiglia, il rampollo di casa Agnelli rischiava da due a dieci anni di carcere. L'avvocato di Lapo, Randy Zelin, ha spiegato che il suo ufficio legale ha presentato le sue conclusioni al procuratore, il quale ha stabilito che la vicenda non costituiva un reato penale.

 

"Un momento difficile" - La decisione del procuratore "mi rincuora e rinforza il sentimento di fiducia che da sempre ripongo nella giustizia americana" ha commentato dopo diverse ore di silenzio Lapo Elkann. "Ho attraversato un momento difficile" ha ammesso Lapo, ringraziando la sua famiglia e tutti quelli che gli sono stati vicino e confermando il suo impegno a "sostenere le aziende cui ho dato vita". 

 

L’episodio di novembre - Secondo la ricostruzione di alcuni giornali americani come il New York Daily News, il Daily Beast e l’Hollywood Reporter, il nipote di Gianni Agnelli aveva speso tutto il denaro contante a sua disposizione insieme a una escort transgender, con la quale avrebbe trascorso due giorni di eccessi tra alcol e droga. La escort avrebbe allora pagato per avere altra droga ed Elkann avrebbe promesso di restituirle i soldi, che però non aveva. L’imprenditore avrebbe quindi contattato la famiglia dicendo di essere stato sequestrato da una donna che chiedeva 10mila dollari per non fargli del male.

 

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