Regeni, il video in cui Giulio parla col sindacalista che lo denunciò

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Il ricercatore, ritrovato morto in Egitto il 3 febbraio dello scorso anno, rifiutò di dare del denaro al leader dei venditori ambulanti. Il filmato, diffuso dalla televisione egiziana, è stato visionato dagli inquirenti italiani

Potrebbe essere nascosta in questo video, trasmesso dalla tv egiziana e poi pubblicato online, la verità sulla morte di Giulio Regeni. Nel filmato si vede chiaramente l’incontro tra il giovane ricercatore italiano e Muhammad Abdallah: capo del sindacato dei venditori ambulanti egiziani.

 

La richiesta di denaro – Il capo del sindacato avrebbe chiesto a Giulio Regeni denaro per la propria moglie, “colpita dal cancro”. Secca la replica del ricercatore, che ha chiarito come quei soldi non siano suoi, ma piuttosto di chi lo ha spedito in Egitto a far ricerca: la fondazione Antipode. Il video, registrato il 6 gennaio, è stato visionato dagli inquirenti italiani, i quali ritengono che a girare il filmato sarebbe stata la polizia egiziana.

 

 

Un’attivista chiede scusa a Regeni - "Purtroppo sono stata io a far conoscere Giulio Regeni e Muhammad Abdallah" ha detto l'attivista egiziana Hoda Kamel. "Giulio Regeni voleva  ampliare le sue ricerche sui venditori ambulanti egiziani attraverso  una borsa di studio stanziata da un'istituzione o un'università britannica" - ricorda Kamel - Non parlammo dei dettagli, gli dissi che ne avremmo discusso quando sarebbe rientrato dalle vacanze di Natale". La scelta di Regeni di occuparsi degli ambulanti, continua Kamel “fu dettata da una  spinta umanitaria, poiché si tratta di persone povere e prive di  capitali, alcuni dei quali hanno una laurea e nonostante questo  lavorano per strada. Lui - aggiunge - voleva mettere in luce tutto questo".

 

Il 25 gennaio un anno dalla scomparsa - È passato quasi un anno dalla scomparsa al Cairo di Giulio Regeni, segnalata il 25 gennaio 2016. Il ricercatore venne ritrovato morto giorni dopo, il 3 febbraio, lungo la strada per Alessandria. Dopo un anno ancora si cerca la verità su quanto accaduto al giovane ricercatore friulano.

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