Assange festeggia la grazia a Manning ma non si consegna agli Usa

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L'attivista australiano aveva detto che avrebbe accettato di consegnarsi in cambio di un provvedimento di clemenza verso la fonte di Wikileaks. Ma per il suo avvocato non basta: "Aveva chiesto la grazia e la scarcerazione immediata"

"Grazie a tutti voi che avete  sostenuto la campagna per la grazia di Chelsea Manning. Il vostro coraggio e determinazione hanno reso possibile l'impossibile". Così Julian Assange ha commentato, secondo quanto riferisce WikiLeaks, la  decisione di Barack Obama di commutare la pena all'ex analista  dell'intelligence militare Chelsea Manning, che sarà liberata in maggio. Nel messaggio non c'è però alcun riferimento a quanto annunciato venerdì scorso dall'attivista australiano che, dall'ambasciata  dell'Ecuador a Londra dove è rifugiato dal 2002, aveva detto che si sarebbe consegnato alle autorità americane se il presidente uscente, come suo ultimo atto, avesse concesso la grazia al suo informatore. Il suo avvocato ha spiegato che Assange ha accolto positivamente la decisione di Obama ma non si consegnerà perché "è meno di quanto volesse: aveva chiesto la grazia e la scarcerazione immediata".

 

La Casa Bianca: "Grandi differenze tra Manning e Snowden" - Poche ore prima dell'annuncio della commutazione di pena, Josh Earnest, il portavoce della Casa Bianca, aveva sottolineato nel suo ultimo briefing con la stampa le "rilevanti differenze" tra il caso di Manning e quello di Snowden, rifugiatosi in Russia. "Chelsea Manning ha subito un procedimento della giustizia militare, è stata esposta ad un processo, è stata riconosciuta colpevole, condannata per i suoi crimini e ha riconosciuto i suoi illeciti", ha spiegato.  "Snowden invece  - ha argomentato – è scappato nelle braccia di un avversario e ha cercato rifugio in un Paese che recentemente ha fatto uno sforzo concertato per minare la fiducia nella nostra democrazia".

 

Da Russia altri due anni di permesso di soggiorno a Snowden - E proprio all’indomani del provvedimento di clemenza di Obama le autorità russe hanno reso noto di aver esteso per altri due anni il permesso di soggiorno in Russia alla talpa del Datagate Snowden. Ad annunciarlo, sulla sua pagina Facebook, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. "E' divertente che l'ex vicedirettore della Cia non sappia che la Russia ha appena prolungato di due anni il permesso di soggiorno di Snowden", ha scritto la Zakharova, commentando le parole dell’esponente delll’intelligence Michael Morell, secondo il quale ora il presidente russo Vladimir Putin "ha un'ottima possibilità di fare un regalo a Donald Trump per il suo insediamento: l'estradizione di Snowden". La Zakharova ha definito la parole di Morell un' "ideologia del tradimento". 

Data ultima modifica 18 gennaio 2017 ore 19:42

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