Pil, Bankitalia rialza stime per triennio 2017-19: quest'anno +1,4%

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L'istituto, dopo i dati sul debito pubblico, diffonde quelli rivisti sulla crescita del prodotto interno lordo: +1,3% nel 2018 e +1,2 nel 2019. Spinta arriverebbe soprattutto da domanda interna, con espansione consumi e investimenti "a ritmi relativamente sostenuti"

La Banca d'Italia rivede al rialzo le stime per la crescita del Pil nel 2017, fissandola a +1,4 per cento contro il precedente 0,9 per cento di gennaio (già in parte corretto nelle scorse settimane a +1,3% dopo la revisione del dato sul primo trimestre da parte dell'Istat). Nel bollettino economico, l'istituto centrale prevede ora un aumento dell'1,3 per cento del Pil nel 2018 e dell'1,2 l'anno successivo. Bankitalia, che in precedenza aveva diffuso i dati sul reddito pubblico record, sottolinea come la spinta arriverebbe soprattutto dalla domanda interna, con una espansione dei consumi e degli investimenti “a ritmi relativamente sostenuti”.


 

Pil in recupero

Nel 2019, dice la Banca d’Italia, il Pil del Paese recupererebbe interamente la caduta connessa con la crisi del debito sovrano, avviatasi nel 2011. Il Prodotto interno lordo “rimarrebbe tuttavia ancora inferiore di circa il 3 per cento al livello del 2007”, ammonisce l'istituto centrale. Le stime della Banca d'Italia per il triennio 2017-19, aggiunge, “presuppongono il permanere di condizioni monetarie e finanziarie espansive”.

Espansione dei consumi

Secondo via Nazionale, i consumi (in lieve rallentamento rispetto al biennio 2015-16) si espanderebbero a ritmi analoghi a quelli del prodotto e del reddito disponibile. Quest'ultimo sarebbe frenato dal rincaro delle materie prime energetiche, osservato a partire dall'estate dello scorso anno, ma verrebbe sospinto dalla crescita dell'occupazione. Crescita dell’occupazione (e delle ore lavorate) che prosegue, pur se a velocità lievemente meno sostenuta rispetto all'ultimo biennio per il venir meno degli effetti degli sgravi contributivi a favore dei neoassunti a tempo indeterminato.


Gli investimenti

Per quanto riguarda gli investimenti, poi, la Banca d'Italia nota come l'espansione avviatasi dalla fine del 2014 proseguirebbe a ritmi relativamente sostenuti. L'accumulazione di capitale produttivo crescerebbe in media di circa il 3 per cento l'anno, beneficiando del rafforzamento delle prospettive di domanda, del permanere di condizioni finanziarie ampiamente favorevoli e degli incentivi fiscali. Si valuta che queste misure abbiano sensibilmente contribuito all'accelerazione degli investimenti nel 2016, particolarmente marcata nella seconda metà dell'anno. Gli effetti positivi degli incentivi - prorogati con la manovra di bilancio per il 2017 che introduce anche nuove agevolazioni per gli investimenti in tecnologie digitali avanzate - si protrarrebbero fino alla seconda metà del 2018 quando, a seguito del loro esaurimento, si prevede un temporaneo rallentamento dell'accumulazione di capitale. Gli investimenti in edilizia residenziale, in ripresa dal 2015, continuerebbero invece a crescere lentamente.


 

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