Alitalia, Calenda: attenzione a soldi cittadini, già spesi 8 miliardi

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Il ministro per lo Sviluppo economico spiega che, entro 15 giorni, i commissari scelti dal governo inizieranno ad aprire alle manifestazioni di interesse. L'obiettivo rimane la cessione dell'intera azienda

All’indomani della scelta del cda di Alitalia di procedere con il commissariamento della compagnia e della nomina dei commissari, il ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda esclude nuovamente l’ipotesi della nazionalizzazione. "Il Governo ha escluso la nazionalizzazione di Alitalia e credo che i cittadini, che hanno pagato 7,5 miliardi, più questo prestito ponte, quindi 8 miliardi" per Alitalia, "sono molto attenti a come vengono usati i loro soldi e dobbiamo essere noi molto attenti a come vengono usati”, ha spiegato il ministro, in un'intervista a Radio Anch’io, a proposito di una possibile quota dello Stato nella compagnia aerea proposta anche dall’ex premier Matteo Renzi.

Entro 15 giorni apertura a manifestazioni di interesse

Sulle tempistiche che interesseranno il futuro di Alitalia, Calenda ha spiegato che "oggi non ci sono trattative sul tavolo, i commissari devono predisporre un programma ed è previsto che entro 15 giorni inizino ad aprire alle manifestazioni di interesse". La necessità è quella di trovare un’alleanza con "un'azienda del trasporto aereo" e che rimanga come prioritario che si compri l’insieme della compagnia "in un contesto in cui si cerchi di rilanciarla".

I tre commissari: "Una buona terna"

Il 2 maggio il governo ha scelto i tre commissari che guideranno Alitalia nei prossimi mesi. Si tratta di Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari. Calenda li ritiene "un mix di personalità" e "una buona terna" che andrà però messa alla prova con il lavoro. Gubitosi, già in Alitalia, per il ministro "rappresenta la possibilità di conoscere già l'azienda". Laghi si occuperà dei rapporti con il governo e della parte legale, mentre Paleari, docente di ingegneria gestionale, è definito da Calenda come "un professore molto bravo che si occupa di trasporto aereo”.
E a proposito di Enrico Laghi, criticato per il fatto di avere ricoperto molti incarichi, Calenda ha puntualizzato: "Sta lavorando su Ilva e ha lavorato molto bene. Io non lo conoscevo prima, in questo lavoro è molto bravo. Non ha 24 cariche. È una persona molto preparata e competente".

Prestito da 600 milioni: male necessario

Calenda, già il 2 maggio, aveva spiegato che il prestito ponte dello Stato, di 600 milioni, era il massimo che fosse possibile prevedere e fare. Anche oggi, il ministro ha ribadito che i 600 milioni sono un "male necessario, inevitabile, perché mettere gli aerei a terra dalla sera alla mattina costerebbe molto di più a contribuenti italiani". "Ci sono 4,9 milioni di prenotazioni di biglietti Alitalia e la compagnia ha una quota di mercato rilevante nel Paese", ha ricordato. Il prestito. per il ministro, serve “ad evitare una situazione peggiore dal punto di vista economico”. 

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