Inps, boom di licenziamenti disciplinari: +27% in un anno

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Cresce, rispetto ai primi 11 mesi del 2015, anche il numero dei licenziamenti complessivi: +4%. In calo le dimissioni: -13,5%

Boom di licenziamenti disciplinari in Italia. Nel primi 11 mesi del 2016 sono stati 67.374, contro i 53.056 dello stesso periodo del 2015  (+27%). Ma non è evidente, rivela l’Osservatorio sul precariato dell’Inps, se ci sia p meno un collegamento con l'introduzione del contratto a tutele crescenti. 

 

I numeri e il Jobs Act - Cresce del 4% il numero di licenziamenti complessivi nei primi 11 mesi del 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I licenziamenti complessivi sono passati dai 539.933 del 2015, ai 561.862 dell’anno appena passato. Mentre la differenza si fa ancora maggiore se si guardano i licenziamenti disciplinari - quelli sui quali è intervenuto il Jobs Act del 2015 con il contratto a tutele crescenti - che da 53.064 sono diventati 67.374. Per licenziamento disciplinare si intende la decisone con cui il datore di lavoro sceglie di interrompere il rapporto con il dipendente se quest'ultimo assume dei comportamenti che violano le regole stabilite dalla legge, dal contratto e dall’azienda.

 

Diminuisce il numero delle dimissioni - Hanno il segno meno, invece, i dati sulle dimissioni che registrano un -13,5%.Si passa da 835.754 casi a 722.370, in un anno. Il dato potrebbe essere in correlazione con l'introduzione della nuova pratica delle "dimissioni online" previste dalla legge per concludere un rapporto di lavoro subordinato.

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