Sentenze comprate e depistaggi, altri due magistrati indagati

Foto d'archivio Ansa
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Dopo l'arresto di 15 persone, tra cui l'ex pm di Siracusa Giancarlo Longo, chiesto e ottenuto dalle Procure di Roma e Messina, spuntano altri due avvisi di garanzia. Destinatari il sostituto procuratore Marco Di Mauro e l'ex pm Maurizio Musco

Ci sono altri due magistrati indagati nell'inchiesta della procura di Messina che ha coinvolto l'ex pm di Siracusa Giancarlo Longo, arrestato martedì con le accuse di corruzione, associazione a delinquere e falso. Sono il sostituto procuratore Marco Di Mauro e l'ex pm Maurizio Musco. Sono indagati anche l'avvocato Ornella Ambrogio e il suocero di Longo, accusato di riciclaggio. Da alcune ore, inoltre, è in corso l’interrogatorio dell'ex pm di Siracusa. Musco e Di Mauro, nei cui confronti sono state effettuate perquisizioni, hanno ricevuto l'avviso di garanzia nei giorni scorsi.

L’indagine e gli arresti

Il 6 febbraio le procure di Roma e Messina hanno chiesto e ottenuto l'arresto di 15 persone, tra cui l'ex pm di Siracusa Giancarlo Longo, gli avvocati siracusani Piero Amara, che è anche legale dell’Eni, e Giuseppe Calafiore. Tra gli arrestati anche gli imprenditori Fabrizio Centofanti e Enzo Bigotti (quest'ultimo ai domiciliari e già coinvolto nel caso Consip). I magistrati avrebbero scoperto una vera e propria associazione a delinquere in cui Longo avrebbe avuto un ruolo rilevante: per anni l’ex pm avrebbe messo a disposizione la sua funzione giudiziale in cambio di soldi, per aiutare i clienti dei due avvocati siracusani. Longo sarebbe coinvolto nel cosiddetto caso Eni, ovvero il presunto, poi rivelatosi falso, piano di destabilizzazione della società e del suo amministratore delegato Claudio Descalzi. Secondo le accuse Longo avrebbe infatti costruito un'indagine priva di qualunque fondamento sul presunto piano, su input di Amara, legale esterno dell'Eni.

Un avvocato latitante

Amara è finito in manette e sarà interrogato domani, 9 febbraio, a Roma, mentre Calafiore è latitante a Dubai. L’indagine, coordinata dal procuratore di Messina Maurizio de Lucia, si intreccia con un'altra inchiesta dei pm romani su sentenze del Consiglio di Stato "comprate". Anche nel filone romano, che riguarda tra gli altri l'ex presidente del Consiglio di Stato Riccardo Virgilio, è coinvolto Amara.

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