Coldiretti: dieta mediterranea a rischio per caldo e siccità

Il raccolto di pomodoro per passate e conserve è stimato in calo del 12% rispetto all'anno scorso (Getty Images)
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I prodotti delle campagne italiane, dall'olio ai pomodori, stanno risentendo delle temperature particolarmente alte di questa estate

La dieta mediterranea è in pericolo a causa di caldo e siccità: a lanciare l'allarme è la Coldiretti, che segnala come molti dei prodotti caratteristici di questo regime alimentare si trovino a rischio nelle campagne italiane a causa delle ripetute ondate di calore di questa estate.

 

Grano e pomodoro al di sotto della media

"Il raccolto di pomodoro per passate, polpe, concentrati e sughi da conserve è stimato in calo del 12% rispetto allo scorso anno mentre per il grano duro da pasta si prevede una contrazione media attorno al 10%. La campagna di raccolta delle olive 2017/18 si prospetta poi una delle peggiori degli ultimi decenni, anche se in leggero aumento rispetto allo scorso anno quando è stata pessima in termini quantitativi con 182 mila tonnellate, il 62% in meno rispetto all'annata precedente", sottolinea con un comunicato la Coldiretti.

 

Crisi nei campi e nelle stalle

Nelle campagne sono salite a oltre 2 miliardi le perdite provocate alle coltivazioni e agli allevamenti, con una crisi idrica che riguarda circa i due terzi dei campi coltivati: per la Regione Umbria la siccità ha provocato 4 milioni di euro di danni, mentre nelle Marche il caldo assedia anche gli ovili dove manca il fieno fresco, con conseguente calo nella produzione del pecorino. Nel catanese le riserve d'acqua per l'irrigazione sono finite e le campagne del comprensorio di Palagonia sono a secco: situazioni analoghe si possono riscontrare in molte campagne del Sud Italia. Il caldo sta danneggiando anche la coltivazione dell'uva: prevista la vendemmia anticipata in molte zone, in Franciacorta si comincia a inizio agosto.

 

I lati positivi

Se il caldo incide sulla produzione agricola in termini di quantità, a livello qualitativo si possono anche notare dei risvolti positivi: la frutta ad esempio è dolcissima, perché i vegetali mettono in atto meccanismi di difesa dal caldo e, perdendo molta acqua, aumentano la concentrazione dei succhi organici e il tenore zuccherino, oltre a sostanze antiossidanti come vitamine, antociani e betacaroteni. Anche il pomodoro da industria, dove si è potuto irrigare, sarà di ottima qualità: in questo caso però, avvisa Coldiretti, bisogna fare attenzione a ciò che arriva sulle nostre tavole. "Il rischio di prodotto straniero spacciato per italiano è presente anche per il pomodoro da conserva, con le importazioni di concentrato dalla Cina che sono aumentate del 43% nel 2016, favorite anche dalla mancanza dell'obbligo di indicare la provenienza nelle confezioni". Attualmente l'etichettatura di origine è obbligatoria solo per la passata di pomodoro, ma la confederazione dei coltivatori chiede che venga estesa a tutti i derivati dell'ortaggio.

 

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