Famiglia nel bosco, allontanamento della madre e trasferimento bambini: cosa succede ora
Cronaca“Credevamo di vivere in un Paese civile, ma invece non lo è”, ha attaccato la legale Danila Solinas. Nell’ordinanza del tribunale dei minorenni dell'Aquila la madre è descritta come “ostile e squalificante”, con un atteggiamento che ha finito per condizionare anche quello dei suoi tre figli
Potrebbero essere trasferiti già oggi i tre bambini della "famiglia nel bosco", che dal 20 novembre si trovano in una casa famiglia su ordinanza del Tribunale dei minori de L'Aquila. E mentre la perizia a cui avrebbero dovuto essere sottoposti i minori potrebbe essere a questo punto rinviata, la legale della famiglia Danila Solinas ha dichiarato: “Credevamo di vivere in un Paese civile, ma invece non lo è. L'assistente sociale dovrebbe rispondere a qualcuno. Ha preteso che venisse cacciata la mamma nonostante le urla strazianti dei bambini. È stato terribile". Ieri infatti il tribunale per i minorenni dell'Aquila ha deciso di allontanare la madre dalla casa famiglia nella quale le era concesso di stare insieme con i piccoli e di separare anche i minori, cosa che è avvenuta nella stessa serata.
Le ragioni dell’allontanamento
Nelle 13 pagine di ordinanza con cui il tribunale dei minorenni dell'Aquila ha deciso di separare la madre dai propri figli, gli educatori della casa famiglia usano toni forti nei confronti della donna: viene infatti descritta come “ostile e squalificante”, con un atteggiamento che ha finito per condizionare anche quello dei suoi tre figli. Quello che emerge è un quadro molto intricato, con protagonista una madre che "non si fida di nessuno" e non rispetta le regole, tentando di imporre le proprie anche in tema di istruzione. "La madre manifesta scatti d'ira", è "oppositiva alle indicazioni del personale e utilizza modalità comunicative svalutanti nei confronti delle educatrici”, hanno scritto i servizi sociali. L'ordinanza rivela poi anche lo scarso livello di scolarizzazione dei bambini, causato in parte anche dalle "convinzioni" della mamma di "iniziare il lavoro sugli apprendimenti dopo i 7 anni di età, poiché a detta loro il cervello è maggiormente predisposto all'apprendimento dopo aver fatto esperienze dirette nella natura".
La tensione tra madre e servizi sociali
Nel provvedimento si parla anche del clima conflittuale tra la donna e i servizi sociali: “L’umore materno è andato col tempo peggiorando, verosimilmente poiché la signora mostra di avere per qualche ragione coltivato l'illusione di una permanenza in comunità molto breve e di un sollecito ripristino della convivenza di tutta la famiglia presso la propria abitazione". Al contrario, invece, il padre viene descritto più accomodante, di sostegno alla moglie e ai figli, con una condotta "adeguata e utile a rasserenare i figli e la madre". E nel tempo, secondo quanto evidenziato dai giudici, anche i bimbi hanno risentito del clima di tensione, finendo per diventare aggressivi nei confronti delle educatrici e di alcuni minori presenti nella struttura protetta.
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L’intervento della Garante dell’Infanzia
Sul caso è intervenuta ieri anche l'Autorità garante per l'Infanzia e l'Adolescenza: la Garante Marina Terragni ha espresso la sua contrarietà al trasferimento dei bambini senza la madre e chiesto che la decisione "venga sospesa" in attesa di "un ulteriore approfondimento medico indipendente". Approfondimento "atto a verificare le possibili conseguenze di questo trasferimento-separazione sulla salute dei tre bambini. E auspico pertanto che la decisione di trasferire i minori separandoli dalla madre venga sospesa in attesa degli esiti di questo nuovo esame". Mentre la psicologa Anna Maria Giannini della Sapienza Università di Roma ha espresso l’augurio di salvare i rapporti dei bambini con la loro famiglia perché "le separazioni dai genitori sono sempre strappi dolorosissimi”: “per i bambini dell'età dei bambini del bosco la mamma e il papà sono ancore di sicurezza. I genitori sono la loro storia, una certezza, colei o colui a cui rivolgersi nei momenti di paura. I bambini del bosco hanno già affrontato situazioni dolorose perché vivevano in una famiglia neorurale e stavano con i genitori 24 ore su 24. Da questa situazione sono stati trasferiti in una casa famiglia dove potevano vedere la madre solo in certi momenti e adesso che non possono più farlo vivono un ulteriore strappo".
Lo scontro politico sul caso
La decisione del Tribunale dei minori dell'Aquila ha riacceso anche la polemica politica sul caso: la premier Giorgia Meloni ha infatti attaccato i giudici, affermando che i figli "non sono dello Stato" ma "delle mamme e dei papà, e uno Stato che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti. Una magistratura che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti". La premier ha chiesto “dove sarebbe il superiore interesse del minore, quando dei bambini vengono allontanati dal padre, poi dalla madre, per stare mesi e mesi in casa-famiglia, sempre più soli, perché i giudici non condividono lo stile di vita della famiglia?” La Lega ha invece chiesto un'ispezione urgente del ministero della Giustizia per una famiglia "divisa e distrutta per cattiveria e arroganza", mentre il deputato di 'Futuro Nazionale con Vannacci' Rossano Sasso ha annunciato un'interrogazione urgente allo stesso Nordio e alla ministra Roccella. "Segnalo che quando si iniziano a trasformare episodi complessi di cronaca in campagna elettorale, spesso si fanno pessime figure, vedi Bibbiano. Se poi ciò accade in mezzo a due guerre e una quasi recessione, si da un pessimo segnale sullo stato di salute (politico e mentale) di un esecutivo”, ha invece scritto su X il leader di Azione Calenda.