Killer Budrio: 4 mesi fa il primo delitto di Igor Vaclavic

Carabiniere intento nelle ricerche di Igor Vaclavic nelle vicinanze di Molinella (Fotogramma)
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Davide Fabbri, titolare di un bar-tabaccheria nel comune del bolognese, fu il primo ad essere ucciso. A distanza di 120 giorni l'autore dell'omicidio è ancora latitante, nonostante la taglia di 50mila euro e il grande dispiegamento di forze

Sono trascorsi ormai quattro mesi da quando il serbo Norbert Feher, conosciuto come "Igor il russo" o Igor Vaclavic, uccise Davide Fabbri, titolare del bar tabaccheria "Il Gallo" a Riccardino di Budrio in provincia di Bologna. Era la sera del primo aprile e da allora il killer è ancora latitante. L'uomo, al momento del delitto, aveva già alle spalle un periodo trascorso in carcere e un ordine di cattura per rapina.

Il primo delitto e la latitanza

La sera dello scorso primo aprile l'uomo conosciuto come "Igor il russo" e identificato dalle forze dell'ordine nel serbo Norbert Feher entrò nel bar-tabaccheria "Il Gallo" di Riccardina di Budrio con un giaccone militare con il bavero alzato, un cappello in testa e un fucile da caccia a tracolla. Il titolare dell'esercizio, Davide Fabbri, affrontò il rapinatore, disarmandolo e ferendolo con il suo stesso fucile, salvo poi essere trascinato nel retrobottega e ucciso con una pistola. Da lì inizia la fuga del killer. Una settimana dopo, l'8 aprile, Igor Vaclavic uccide di nuovo: in lui si imbattono la guardia ecologica volontaria Valerio Verri e l'agente provinciale Marco Ravaglia, nella zona di Portomaggiore. Il primo non ha scampo, il secondo rimane gravemente ferito dai colpi di pistola. Braccato per le strade di campagna, il killer riesce a far perdere le proprie tracce a Molinella.

Caccia all'uomo

Nelle settimane successive, i Carabinieri organizzano una caccia all'uomo imponente, con un dispiegamento di centinaia di uomini dei reparti speciali e cani addestrati. Nonostante questo, la latitanza dell'omicida dura tutt'ora, mentre le ultime tracce certe risalgono a metà maggio. Le ricerche sul campo si sono allentate da allora, ma le indagini sono proseguite in altri modi. Le forze dell'ordine, infatti, si sono concentrate sui vecchi contatti del killer, nella speranza di sfruttare una mossa falsa da parte di qualcuno. Nelle scorse settimane è stata vagliata anche la pista, presto verificata e sfumata, di una sua fuga in Sudamerica.

Taglia sulla testa

Dopo 120 giorni dal delitto di Budrio, Igor è ancora il ricercato numero uno. Il comitato degli amici di Fabbri ha infatti messo in palio una ricompensa di 50 mila euro per chiunque darà informazioni utili a trovare il latitante vivo, la metà per chi fornirà notizie sul suo cadavere. Nelle intenzioni dichiarate dall'avvocato Giorgio Bacchelli, legale degli amici e della vedova della prima vittima del killer, questa taglia dovrebbe rappresentare un aiuto alle indagini ufficiali. Allo stesso tempo, però, l'iniziativa avrebbe suscitato clamore e attirato nuovi soggetti nelle indagini, come le agenzie di investigazione private.

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