Migranti, nuovi sbarchi. Proteste nel Messinese per rifugiati in hotel

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Dovrebbero essere ospitati a Castell'Umberto ma il sindaco e alcuni abitanti si oppongono. Intanto, nella giornata di oggi, sono più di 1.560 gli arrivi, a Bari e a Corigliano Calabro. Emergenza minori non accompagnati

Mentre sono più di 1.560 i migranti sbarcati oggi da due navi approdate una a Bari e una a Corigliano Calabro, scoppia una nuova protesta contro il sistema dell'accoglienza. Succede a Castell'Umberto, nel messinese. Qui, il prefetto di Messina ha inviato un gruppo di circa 30 migranti che dovrà occupare un ex hotel. Ma una volta che si è diffusa la notizia, alcuni abitanti e il sindaco Vincenzo Lionetto Civa hanno bloccato le strade. Il primo cittadino ha poi bloccato l'allaccio dell'energia con un gruppo elettrogeno e quindi nella struttura non c’è energia elettrica.

Le proteste del sindaco

Il sindaco, attraverso Facebook, ha detto di essere stato informato del trasferimento dei migranti verso la mezzanotte della sera precedente. Sempre sul social network, il primo cittadino ha denunciato che la struttura era stata "dichiarata da mesi inagibile" e ha poi documentato il blocco delle strade vicino all'albergo.

Più di 640 migranti a Bari

Il capoluogo pugliese, intanto, si sta attrezzando per accogliere molti più neonati e minori non accompagnati di quelli previsti. Mentre il porto calabro terminerà le operazioni tra oggi e domani a causa dell’alto numero di persone arrivate. Ad approdare a Bari è stata la nave HMS ECHO della Marina britannica che trasportava più di 640 migranti subsahariani provenienti prevalentemente da Ghana, Nigeria e Sudan. I migranti, ha spiegato il prefetto di Bari Marialisa Magno, "saranno trasferiti in diversi centri in Italia" dopo il fotosegnalamento. Sono in corso accertamenti da parte della questura di Bari nei confronti di due cittadini egiziani sospettati di essere gli scafisti. 

L’emergenza neonati

L’emergenza a Bari riguarda soprattutto i bambini molto piccoli, arrivati in numero molto maggiore rispetto a quello atteso. Sono una ventina fino ad ora i piccolissimi sbarcati, tutti in braccio alle loro mamme, di apparente età compresa fra zero e tre anni. "La più piccola aveva 4-5 mesi", ha riferito il direttore della Caritas di Bari-Bitonto, don Vito Piccinonna. "Quello ci preoccupa è la presenza a bordo di minori non accompagnati - ha detto l'assessore comunale al Welfare Francesca Bottalico - Ci sembra di vederne molti di età apparente fra i 14 e i 17 anni".

Sette feriti a Corigliano Calabro

Sono invece 595 uomini, 121 donne, delle quali 14 incinte, e 203 minori le persone, tutte subsahariane, sbarcate a Corigliano Calabro dalla nave militare tedesca Rhein. Sulla nave ci sono anche sette feriti non gravi e un nucleo familiare composto da padre, madre ed un figlio minore, che era a bordo, è stato lasciato ieri a Pozzallo a causa delle ferite gravi dell'uomo. Per gli altri, i primi accertamenti sanitari non hanno evidenziato patologie gravi.

“Non sappiamo dove mettere i minori non accompagnati”

Non è ancora chiaro quanti siano i minori non accompagnati che, in ogni caso, resteranno in Calabria. "Al momento non sappiamo ancora dove collocare i minori non accompagnati arrivati oggi nel nostro porto - ha detto il sindaco di Corigliano Calabro Giuseppe Geraci - È davvero una tragedia perché il palazzetto dello Sport e la scuola, strutture individuate per l'accoglienza, sono ormai saturi in seguito all'ultimo sbarco e quindi non abbiamo davvero più immobili dove collocarli".

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