Napoli, 15enne ferito per sbaglio in sparatoria: gip convalida i fermi

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Due persone fermate lunedì, affiliate a un clan della camorra, sono accusate di essere i sicari che avrebbero dovuto uccidere un ex collaboratore di giustizia legato alla cosca e invece hanno colpito per errore un ragazzo che giocava a pallone nella piazza

Il gip di Napoli ha convalidato il fermo di due affiliati al clan Lo Russo fermati lunedì, che secondo le indagini sarebbero i sicari che sabato scorso nel quartiere di Marianella avrebbero dovuto uccidere un ex pentito della cosca e invece hanno ferito per sbaglio un 15enne che giocava a pallone

La dinamica dell’agguato

I due fermati sono parenti tra loro: zio e nipote di 41 e 22 anni. Sono in carcere e devono rispondere di tentato omicidio. Nella ricostruzione dei carabinieri la coppia di killer, in sella a uno scooter, ha raggiunto e avvicinato in piazza Tafuri il loro obiettivo: un ex collaboratore di giustizia. Uno dei due sicari ha mirato e sparato un colpo di pistola ma lo ha mancato. Il proiettile ha invece raggiunto al gluteo sinistro un ragazzo che giocava nella piazza. Diverse testimonianze, alcune perizie e l’esame delle immagini delle telecamere hanno portato al fermo dei due, ora convalidato dal gip.

Obiettivo e sicari 

Il bersaglio designato, poco prima dell'agguato aveva fatto recapitare ad alcuni suoi familiari un biglietto in cui chiedeva di essere aiutato. Quando poi ha visto i killer in azione, si è rifugiato poco distante, nella caserma dei carabinieri. I due presunti sicari e colui che doveva essere la loro vittima sono anche legati da una parentela acquisita. Uno dei fermati, il 22enne, ha dichiarato di essere innocente e di trovarsi in un supermercato all'ora dell'agguato. A casa dell’altro invece è stato trovato il casco indossato dal sicario durante l'agguato.

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