Migranti: 85mila arrivi da gennaio, quasi tutti in Italia

6' di lettura

Più di 12mila arrivi nelle ultime ore. Il governo pensa alla chiusura dei porti. Sostegno dalla Ue. Juncker: “Italia eroica”. Avramopoulos: “Non vi lasciamo soli”. Gentiloni: non ci tiriamo indietro, ma tutti diano una mano

Il governo italiano valuta la possibilità di negare l'approdo nei porti italiani alle navi che effettuano salvataggi dei migranti davanti alla Libia ma battono bandiera diversa da quella italiana. L'aumento degli arrivi, 12 mila nelle ultime 48 ore, spinge l'Italia a premere ulteriormente sui partner europei. Che da Berlino tendono la mano.

Juncker: Italia eroica

Parla di "Italia eroica", il presidente della Commisione Ue Jean Claude Juncker, che assicura "sforzi per sostenere" il Paese. Sulla stessa linea il commissario Ue agli Affari Interni, Dimitris Avramopoulos: "La cosa più importante è che l'Unione europea non lasci l'Italia da sola, siamo al fianco dell'Italia, capiamo perfettamente la situazione sul terreno e sono sicuro che la risolveremo".

Gentiloni: "Tutti diano una mano"

"Noi non ci tiramo indietro -  precisa da Berlino il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni - ma tutti diano una mano". Secondo i dati raccolti dalle organizzazioni internazionali, circa il 90% dei migranti che entrano in Europa lo fa attraverso l'Italia, ma il numero complessivo degli arrivi è sensibilmente diminuito rispetto allo scorso anno.

Gli sbarchi a Salerno e Messina

Il 29 giugno, al molo Molo Manfredi di Salerno la nave spagnola Rio Segura ha accompagnato 1216 persone, salvate dopo una difficile traversata causata da condizioni metereologiche avverse. A bordo della nave c'erano 11 donne in stato di gravidanza e 256 minori, di cui 13 neonati, dei quali ancora non si sa se siano accompagnati o meno. Provengono da Congo, Nigeria, Ghana, Mali, Gambia, Niger, Guinea, Sudan, Senegal, Bangladesh, Pakistan, Camerun. Per 300 di loro è prevista un'accoglienza in Campania, gli altri verranno distribuiti nelle varie regioni d'Italia. Sempre A Messina sono state 417 le persone trasportate dalla nave militare maltese “P62”. Gli uomini della marina li hanno salvati a largo delle coste libiche: nel gruppo proveniente da diversi paesi dell'Africa subsahariana, ci sono molti bambini e diverse donne, sette delle quali in stato di gravidanza. Nella città siciliana dall'inizi del 2017 ad oggi si è registrato l'arrivo di circa 4.200 migranti.

Gli arrivi a Reggio Calabria e Corigliano Calabro

La Calabria è stata la regione che ha registrato il maggior numero di arrivi nella mattinata del 29 giugno. Al porto di Reggio Calabria sono arrivati 1.066 profughi a bordo di “Vos Hestia”, la nave da soccorso della ong Save the Children. Nel gruppo c'erano 835 uomini e 231 donne, i minori sono 296, di cui solo 55 accompagnati. Il bollettino medico sulle loro condizioni sanitarie parla di sei donne in stato di gravidanza, sei casi di varicella, una ventina di disturbi intestinali e circa 250 casi di scabbia. Le autorità hanno fatto sapere che la maggior parte di loro, in viaggio da oltre tre mesi, provengono da Eritrea, Bangladesh, Somalia e da diverse nazioni delle regioni subsahariane. Di poco inferiore a quello di Reggio Calabria è il numero degli arrivi a Corigliano Calabro, dove il 29 giugno, la nave “Aquarius” ha fatto sbarcare 1.032 migranti: 933 uomini e 99 donne, fra cui 11 in stato di gravidanza. 200, in questo caso, minori.

Gli arrivi a Catania, Pozzallo e Cagliari

Gli arrivi di oggi si sommano a quelli che negli scorsi giorni si sono registrati in diverse località di mare del Sud. Martedì 27 il Porto di Catania ha accolto la nave della guardia costiera "Diciotti" con a bordo 789 persone in fuga dalle coste libiche. Nelle ore successive al loro arrivo, gli uomini della Guardia di Finanza hanno arrestato con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, Ahmed Marimi, cittadino libico di 30 anni, sospettato di essere uno degli scafisti. Il 28 giugno a Cagliari sono arrivati 903 profughi per cui sono stati allestiti alloggi temporanei nel terminal crociere del porto prima del loro trasferimento in altri centri d'accoglienza dell'isola. Infine Pozzallo, Ragusa, che sempre il 28 giugno, ha accolto 674 persone, tra cui 155 donne e 177 minori, salvati dalla nave della Marina Militare “Foscari”. Durante il viaggio era nato il figlio di una donna somala che poche ore dopo il parto è morto sulla nave dei soccorritori.

Europa: 85mila sbarchi dall'inizio del 2017

Intanto Oim, Unhcr e diverse autorità locali hanno reso noto il numero dei migranti  entrati in Europa dall'inizio del 2017 fino allo scorso 21 giugno. Sono 85.105, dei quali quasi il 90% è giunto nel continente attraverso la frontiera italiana. Un numero nettamente inferiore rispetto a quello registrato nel 2016, quando gli arrivi in Europa furono 387.739, ma arrivati in gran parte attraverso la rotta balcanica dopo aver attraversato l'Egeo dalla Turchia alla Grecia. La novità di quest'anno è che, dopo la chiusura della rotta balcanica e l'accordo tra Ue e Turchia, l'arrivo sulle coste greche dei migranti si è invece ridotto a poche centinaia e quindi il flusso si è completamente indirizzato sulle coste italiane.

Il passaggio dall'Italia  

Dal 1 gennaio fino a mercoledì 28 giugno, infatti sono sbarcati sulle coste del nostro Paese 76.873 persone. Ma il numero negli ultimi giorni sta crescendo: nella settimana tra l'8 e il 14 giugno, ci sono stati 4.216 sbarchi, 6.528 tra il 15 e il 21 giugno. 12mila, invece, gli arrivi solo nelle ultime 48 ore. Numeri che rendono l'Italia il Paese più coinvolto nelle operazioni di recupero e accoglienza: per avere un raffronto, basti pensare che nelle stesse due settimane sono arrivati in Grecia prima 481 persone e poi 396 nella settimana successiva. In Bulgaria, 2 persone nella settimana tra l'8 e il 14 giugno, 4 nella settimana dopo; in Spagna, fino al 30 aprile di quest'anno erano arrivati 3.314 profughi. Netto il divario con l'altro Paese più soggetto agli arrivi di migranti dal mare: tra il primo gennaio e il 30 maggio 2017, in Italia gli arrivi erano stati 60.228, mentre la Grecia ha visto arrivare solo 8.025 a fine aprile, con un calo del 95% rispetto ai 158.461 dell'anno precedente.  

 

Leggi tutto