Migranti, Ue: situazione Italia insostenibile. Ipotesi chiusura porti

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Il commissario Avramopoulos concorda con Roma sull'emergenza immigrazione. Mattarella: "Così diventa ingestibile". Gentiloni: "Europa smetta di voltare faccia". Avanzata la possibilità di impedire gli sbarchi a navi che non battono bandiera italiana. SPECIALE MIGRANTI

Italia e Unione europea sono concordi che la situazione sulla gestione dei migranti vada affrontata al più presto. In giornata Roma ha consegnato un messaggio a Bruxelles sul tema dell'immigrazione. Parole, ribadite anche dal presidente Mattarella e dal primo ministro Gentiloni, che hanno trovato l'approvazione del commissario per le migrazioni Dimitris Avramopoulos.

Mattarella, se va avanti così sarebbe ingestibile

"Se il fenomeno dei flussi continuasse con questi numeri la situazione diventerebbe ingestibile anche per un Paese grande e aperto come il nostro", ha evidenziato il presidente Sergio Mattarella dal Canada. Il capo dello Stato ha spiegato che si tratta di "un fenomeno epocale che non si può cancellare alzando muri ma occorre governarlo con serietà".

Ue: situazione insostenibile

"L'Italia ha ragione nel dire che la situazione sulla rotta del Mediterraneo centrale è insostenibile", ha detto il commissario Ue Dimitris Avramopoulos. "Abbiamo l'obbligo di salvare vite", ha detto. Ma "non possiamo lasciare un pugno di Paesi ad affrontare questo. Il luogo per discuterne è la riunione informale dei ministri degli Interni Ue a Tallin, la settimana prossima". Il commissario ha aggiunto che "la Commissione Ue ha sempre sostenuto l'Italia nella sua gestione esemplare della crisi dei profughi e continuerà a farlo. Siamo pronti ad accrescere in modo sostanziale il supporto finanziario all'Italia se necessario. Serve la solidarietà degli Stati membri verso l’Italia".

Italia a Ue: "Situazione a limiti capacità" 

Poco prima, il Rappresentante italiano presso la Ue, l'ambasciatore Maurizio Massari, aveva incontrato Avramopoulos evidenziando che la situazione degli sbarchi di migranti in Italia è ai limiti della capacità di gestione, con un impatto sulla vita socio-politica del Paese. Per questo potrebbe essere difficile permettere nuovi sbarchi. "La situazione che stiamo affrontando è grave, l'Europa non può voltarsi dall'altra parte", è il messaggio di Roma alla Ue.

Gentiloni: Paesi Ue smettano di voltare faccia

Anche il primo ministro Paolo Gentiloni, parlando al congresso Cisl, ha lanciato un messaggio: “Siamo alle prese con la difficile gestione dei flussi migratori. Possiamo parlare delle soluzioni, delle preoccupazioni, ma voglio ricordare che è un Paese intero che si sta mobilitando per gestire questa emergenza, per governare i flussi, per contrastare i trafficanti. Chiediamo all'Europa, ad alcuni Paesi europei, che la smettano di girare la faccia dall'altra parte perché questo non è più sostenibile".

Ue, sbarchi regolati da legge internazionale

"Al di là delle operazioni Ue, che non sono in discussione, la questione degli sbarchi è regolata dalla legge internazionale”, ha detto Natasha Bertaud, portavoce della Commissione Ue. “Ritieniamo opportuno che qualsiasi cambiamento nelle politiche sia prima discusso e comunicato nel modo giusto, così da dare alle Ong l'opportunità di prepararsi".

Tajani: dall'Italia un grido d'allarme

Sul tema è intervenuto anche il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani: "Dall'Italia arriva un grido d'allarme, un sos, non una richiesta di soldi: non possiamo lasciarla sola. Ho parlato con Juncker, un colloquio positivo in cui ha ribadito che l'Ue non può voltare le spalle all'Italia", ha aggiunto. "Dopo la chiusura della rotta dei Balcani, è indispensabile chiudere anche quella del Mediterraneo centrale, non si possono avere più ritardi nella soluzione del problema".

Ipotesi chiusura parziale porti

Secondo fonti governative, il governo italiano starebbe valutando la possibilità di negare l'approdo nei porti italiani alle navi che effettuano salvataggi dei migranti davanti alla Libia ma battono bandiera diversa da quella del nostro Paese. L'eventuale blocco dei porti riguardarebbe le navi di ong straniere mentre non riguarderebbe al momento le unità navali inserite in Frontex, l'Agenzia cui spetta il controllo delle frontiere esterne dell'Ue, e in Eunavfor med, l'operazione che ha il compito di contrastare nel canale di Sicilia i trafficanti di esseri umani. Solo nelle ultime 48 in Italia si stanno facendo sbarcare 12 mila migranti, da 22 navi, molte di queste di organizzazioni non governative. 

Ok a piano investimenti Ue

Bruxelles ha intanto dato via libera a un piano da 3,3 miliardi di euro per aggredire le cause delle migrazioni, mobilitando investimenti privati nei paesi d’origine. L'accordo è stato raggiunto tra Consiglio e Parlamento europeo. Quest'ultimo dovrà ora dare il suo ok formale con un primo voto in commissione affari esteri e in plenaria il 6.

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