Caldo, emergenza siccità: situazione critica in diverse regioni

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Continua l’allarme in tutto il Paese per la mancanza di piogge e per le alte temperature. Coldiretti: a rischio coltivazioni e allevamenti. Il presidente della Toscana Enrico Rossi chiede lo stato di emergenza

Non si placa l'allarme siccità in Italia, con la conseguente crisi idrica che sta colpendo tutta la Penisola. Dopo la richiesta al Governo dello stato di emergenza avanzato nei giorni scorsi da Emilia Romagna, Toscana, Veneto e Sardegna, ieri il Consiglio dei ministri ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nelle Province di Parma e Piacenza, stanziando 8 milioni e 650 mila euro. Intanto nel Cuneese il Po è a un’altezza di 13 centimetri, mentre la Coldiretti fa il punto sui danni all’agricoltura e agli allevamenti. 

La situazione in Piemonte 

La crisi idrica ha colpito anche il Piemonte, dove il fiume Po è ridotto a poco più di un rivolo quando lascia le montagne per aprirsi verso la pianura Cuneese. La stazione idrometrica dell'Arpa al ponte dei Pesci Vivi di Staffarda, a 30 chilometri a valle delle sorgenti, rileva appena 13 centimetri di acqua sopra lo zero idrometrico, e ieri il livello è sceso addirittura a 8 centimetri. In pianura non si registrano particolari criticità per la campagna, ma sulle montagne la neve si sta sciogliendo rapidamente. Al Colle dell'Agnello, 2.748 metri di altitudine alle spalle del Monviso, negli ultimi giorni la temperatura non è mai scesa sotto gli 8 gradi: una situazione che potrebbe causare problemi di irrigazione a luglio e agosto per l'abbassamento delle falde acquifere.

Coldiretti: “Agricoltura e allevamenti in pericolo”

Nella zona di Piacenza, in stato di emergenza da ieri, la Coldiretti ha rilevato che il livello del Po è più basso di oltre un metro e mezzo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La situazione del più grande fiume italiano è rappresentativa della crisi idrica, sottolinea la Coldiretti, che ha colpito la food valley italiana mettendo in pericolo l'agricoltura ed il suo indotto dal quale dipendono centinaia di migliaia di posti di lavoro.

Tra Parma e Piacenza si coltiva 1/4 del pomodoro da conserva Made in Italy, ma a soffrire è l'intero bacino idrografico del Po dal quale dipende il 35% della produzione agricola nazionale. Sotto assedio anche le province dove sono concentrati allevamenti di Parmigiano Reggiano e allevamenti di maiali e dove l'acqua è indispensabile per coltivare granturco e foraggio e per nutrire più di 650 mila bovini e oltre a 1,5 milioni di maiali.

Rossi: “Stato di emergenza anche per la Toscana” 

A chiedere lo stato di emergenza è anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. "Abbiamo meno problemi sul versante dell'approvvigionamento idrico per i consumi domestici", ha detto Rossi, e "abbiamo preoccupazioni ma siamo ben attrezzati contro gli incendi, la situazione è però drammatica per l'agricoltura”. Il governatore spiega che “il nostro istituto meteorologico ci dice che ogni 5 anni c'è una siccità a causa dei cambiamenti climatici. È evidente che con queste situazioni dobbiamo fare i conti attrezzandoci nel modo possibile e facendo poi una lotta a livello globale".

Gli agricoltori in rivolta in Sardegna 

La siccità è anche uno dei motivi che guidano la protesta di oltre mille agricoltori che hanno invaso con trattori e pick-up la superstrada “Carlo Felice” che collega l’intera isola, da Cagliari a Sassari. "I disagi subiti dagli agricoltori e allevatori a causa dei prodotti pagati a prezzi troppo bassi e della grave siccità non ci possono far tornare indietro dal manifestare - spiega il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu - Servono almeno 40 milioni di euro per lenire i danni che la siccità ha causato agli allevatori e cerealicoltori”.

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