Vaccini obbligatori: quali sono e quando vanno fatti. LA SCHEDA

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Con l'entrata in vigore del decreto sull'obbligatorietà delle vaccinazioni per accedere alle scuole, inizia una "fase di transizione" per permettere alle famiglie di adeguarsi. Coinvolti bambini dagli zero ai sei anni. Ecco tutto quello che c'è da sapere

Entra in vigore l’8 giugno la legge che reintroduce l’obbligatorietà di vaccinarsi per l’iscrizione a scuola, con i vaccini previsti che passano da quattro a 12. Il giorno precedente, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva firmato il decreto elaborato dal ministero della Salute per arrivare a una "piena immunizzazione della popolazione scolastica", come aveva ricordato anche il ministro Beatrice Lorenzin. Le tempistiche per adattarsi alle nuove regole non imporranno nessuna "corsa" ed è prevista una "fase transitoria", per consentire a tutte le famiglie di organizzarsi per rispettare gli obblighi (qui la guida del ministero).

Quali sono i 12 vaccini obbligatori

La prima vaccinazione è l’anti-difterica che protegge da una malattia infettiva che può distrugge organi e tessuti. Era già obbligatoria e somministrata ai nuovi nati con l’esavalente. Lo stesso vale per l’antitetanica, l’anti-poliomelitica e l’anti-epatite virale B. Mentre non erano obbligatorie, ma incluse nell’esavalente, l’anti-pertosse e la vaccinazione contro l'Haemophilus influenzae. Sono stati inseriti dal nuovo decreto, invece, l’anti-meningococco B, e l’anti-meningococco C per proteggere dai casi di meningite. Introdotto anche l’anti-morbillo che non era obbligatorio in Italia ma incluso nel trivalente. La stessa cosa vale per l’anti-rosolia e l’anti-parotite. Nella lista, infine, compare anche l’anti-varicella.

Vaccinazioni per anno di nascita

Le 12 vaccinazioni previste nel decreto dovranno essere somministrate a tutti i nati dal 2017 in poi. Per i nati dal 2001 al 2016, invece, sono previsti i vaccini contenuti nel “Calendario vaccinale nazionale” seguendo le indicazioni per ogni anno di nascita. Per i nati dal 2001 al 2017,il servizio di vaccinazione sarà gratuito. E non si pagherà nemmeno quando sarà necessario “recuperare” somministrazioni che non sono state effettuate in tempo. Di seguito, i diversi obblighi per fasce di anno di nascita.

I nati dal 2001 al 2004: devono effettuare le quattro vaccinazioni già imposte per legge (anti-epatite B, anti-tetano, anti-poliomielite e anti-difterite), oltre che l'anti-morbillo, l'anti-parotite, l'anti-rosolia, l'anti-pertosse e l'anti-Haemophilus influenzae tipo b, già raccomandate dal Piano nazionale vaccini 1999-2000.

I nati dal 2005 al 2011: devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l'anti-morbillo, l'anti-parotite, l'anti-rosolia, l'antipertosse e l'anti-Haemophilus influenzae tipo b, previsti dal Calendario vaccinale incluso nel Piano nazionale vaccini 2005-2007.

I nati dal 2012 al 2016: devono effettuare le quattro obbligatorie e le altre cinque dei casi precedenti, previste dal Calendario vaccinale incluso nel Piano nazionale prevenzione vaccinale 2012-2014, con l’aggiunta, però, anche dell'anti- meningococco C.

Le tempistiche e le sanzioni

La fascia d’età dei bambini coinvolti va dagli zero ai sei anni. Chi non sottopone i figli ai vaccini obbligatori incorre in sanzioni pecuniarie che vanno da 500 a 7.500 euro. Quando il genitore iscrive il figlio a scuola, può anche autocertificare l'avvenuta vaccinazione, e ha tempo per presentare copia del libretto vaccinale fino al 10 luglio di ogni anno. Il termine per l’anno scolastico 2017-2018, però, è stato fissato al 10 marzo, nel rispetto delle disposizioni transitorie per la fase di prima applicazione del decreto (qui il piano vaccinale 2017-2019). Ma c’è di più: anche la semplice presentazione della richiesta di vaccinazione alla asl, o la prenotazione dell'appuntamento, consentono l'iscrizione a scuola. Se i genitori, dopo i richiami della asl, decidono comunque di non vaccinare i figli, sarà il magistrato a valutare l'apertura di un eventuale procedimento. Soddisfatto, per i tempi del decreto, il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità Antonio Saitta, secondo cui le stime consentono “di poter mettere in regola tutti". In ogni caso, per informare al meglio sulle nuove procedure, il ministero prevede campagne di comunicazione, spot e un numero verde. E per le Regioni, le prime indicazioni operative arriveranno attraverso una circolare esplicativa.

Sotto la soglia del 95%

Il provvedimento è stato preso anche perché le coperture in Italia sono sotto la soglia del 95%, cioè quella minima indicata dall’Oms per garantire l'immunità di gregge, come ha ricordato Lorenzin. Questo ha portato a un’allerta soprattutto per quel che riguarda i casi di polio, morbillo e meningite nel nostro Paese.

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