Pomezia, Arpa: valori inquinanti nei limiti. Indagine per rogo colposo

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Il comitato di quartiere parla di una lettera al primo cittadino e al capo dei vigili per avvisare della situazione: “Non ci hanno risposto”. Il sindaco: "Nessuna sottovalutazione". L'ad della Eco X: "Non c'è amianto". Lievi malori per dipendenti outlet di Castel Romano

Finestre ancora chiuse nell’area intorno a Pomezia, vicino a Roma, dopo che ieri mattina è scoppiato un incendio in un deposito di rifiuti della società di riciclo Eco X, dove si sospetta potessero esserci anche coperture in amianto. Un rogo che, secondo un comitato di quartiere, si sarebbe forse potuto evitare grazie alla segnalazione fatta al sindaco Fabio Fucci nel novembre 2016: “Non abbiamo mai avuto risposta”. Ma il sindaco assicura: "Il Comune si era prontamente attivato". Intanto, mentre la Procura di Velletri ha aperto un'inchiesta per rogo colposo, la nube di fumo ha cambiato direzione, puntando sulla direttrice Pomezia-Roma: la sindaca Virginia Raggi e il Campidoglio monitorano la situazione. Arpa ha reso noto che "dall'analisi dei dati non emergono superamenti dei limiti imposti per la qualità dell'aria dalla normativa vigente", ma ha spiegato che servirà ancora qualche giorno per averne certezza. Alla Protezione civile sono arrivate una cinquantina di telefonate dall'outlet di Castel Romano, non distante dal rogo: soprattutto dipendenti che hanno lamentato lievi malori come nausea e mal di testa. Una commessa, secondo l’Usb, sarebbe finita al pronto soccorso a causa "dell'esposizione ai fumi tossici". Centinaia, invece, le telefonate di persone che sentono odore di plastica bruciata e chiedono come comportarsi. Il consiglio del Campidoglio è di tenere chiuse le finestre: anche se non c'è un invito dell'Arpa in questo senso, spiegano dal Comune, "questa misura può essere utile come rimedio contro gli odori".

La denuncia del novembre 2016

Il comitato di quartiere “Castagnetta Cinque Poderi” ha fatto sapere di aver mandato, il 3 novembre 2016, una lettera al sindaco e al capo dei vigili urbani in cui si segnalava il timore che nel piazzale della società Eco X potessero svilupparsi incendi. "Dal Comune non abbiamo mai avuto una risposta. In un successivo incontro, per argomenti diversi, alcuni assessori e un dirigente hanno ammesso solo che si trattava di un grosso problema”, ha raccontato il presidente del comitato Giuseppe Martinelli. Nella lettera sarebbe stato segnalato “l'accumularsi di ingenti quantitativi di spazzatura con conseguenti miasmi maleodoranti”. Poi la richiesta: “La popolazione teme per la propria salute e per inquinamenti ambientali qualora dovesse insorgere qualche incendio. Siamo quindi a chiedervi di voler effettuare una verifica quanto più immediata".

I mancati sopralluoghi

Quei controlli, però, non sarebbero mai avvenuti. La difesa del sindaco di Pomezia, Fabio Fucci, è arrivata via Facebook. "Il Comune si è prontamente attivato dopo la segnalazione dei cittadini”, ha scritto allegando la foto di una lettera del dicembre 2016 in cui si sollecita l’intervento del Noe e della Asl. Anche dal comando dei vigili urbani ha fatto sapere di aver trasmesso l’esposto dei cittadini al Noe e alla Asl Roma 6. Resta da capire, però, perché i sopralluoghi non siano stati poi disposti. E tra chi doveva controllare è iniziato il gioco dei rimpalli.

L’amministratore di Eco X “Qui non c’è amianto”

A preoccupare è anche il rischio amianto. Su questo punto è intervenuto l'amministratore delegato della Eco X: “È assolutamente falso che ci sia amianto sul tetto, visto che è di cemento”. E ha aggiunto: "Escludo che nel nostro stabilimento ci fossero rifiuti pericolosi. Noi ritiriamo i rifiuti dai centri commerciali, lavoriamo materiali, li dividiamo e poi smistiamo in altri stabilimenti”. Ma sulla quantità di rifiuti presente al momento dell’incendio, dice di non essere in grado di quantificarla. E conclude: "Qui lavoravano tra le 25 e le 30 persone e i danni sono ingentissimi".

Le operazioni di spegnimento

Per effettuare i rilievi e capire se nell’impianto c’era amianto oppure no, bisognerà aspettare che l’incendio sia spento del tutto. Rimangono ancora tre focolai. Secondo i vigili del fuoco, che stanno lavorando con quattro squadre e dieci autobotti, le operazioni dovrebbero concludersi domani sera o lunedì mattina. Il Quirinale, intanto, ha fatto sapere che, in via precauzionale, per oggi e per domenica 7 maggio sono sospese le visite del pubblico alla Tenuta Presidenziale di Castelporziano.

Il sindaco di Pomezia: "Ancora ignote le cause del rogo"

Data ultima modifica 06 maggio 2017 ore 17:45

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