Cugini uccisi a Canegrate, 4 arresti. "Faida per gestire lo spaccio"

Il duplice omicidio si è consumato intorno alle ore 23 del 10 novembre 2016 (Fotogramma)
3' di lettura

Quattro albanesi in manette e un quinto ancora ricercato dalle forze dell'ordine per il duplice omicidio del 10 novembre 2016 nel Milanese

Svolta nel duplice omicidio di Canegrate, avvenuto lo scorso novembre nel Milanese. Quattro persone sono state arrestatei dai carabinieri del comando provinciale di Milano, una quinta è ancora in fuga. A finire in manette quattro cittadini albanesi accusati dell’omicidio di due loro connazionali di 29 e 36 anni. Le persone raggiunte dai provvedimenti restrittivi hanno tra i 25 e i 39 anni, tre di queste sono fratelli.

La faida e il gruppo di fuoco

Le indagini, condotte dai militari del Nucleo investigativo di Monza, hanno evidenziato che la causa dell'omicidio è stato uno scontro tra gruppi criminali rivali nell’ambiente dei trafficanti di cocaina della zona di Legnano. Le vittime erano state attaccate a colpi d’arma da fuoco dopo un tentativo di fuga. Il commando che ha eseguito l'agguato era composto dai 5 albanesi, armati di bastoni e, almeno due di loro, anche di pistola (una semiautomatica Smith and Wesson e un revolver calibro 38).

L’agguato e la partenza

I due cugini sono stati raggiunti in via Morbegno, a Canegrate, sorpresi fuori dalla loro automobile. Una scena da far west metropolitano. Nel salire a bordo per darsi alla fuga, i 2 albanesi sono stati raggiunti da almeno 11 proiettili. Mentre il 29enne, seduto sul sedile passeggero, è rimasto ucciso sul colpo, il 36enne è riuscito a mettersi alla guida. Un tentativo di fuga ben presto fallito poiché, dopo aver perso i sensi, il conducente si è andato a schiantare contro una macchina in sosta. I sicari, dopo essersi accertati che i due fossero effettivamente morti, sono tornati in fretta a casa e, raccolte le proprie cose, si sono rifugiati con i propri famigliari prima nel piacentino, poi nel modenese.

La fuga

Dopo una serie di spostamenti tra le province di Lucca, Roma, Modena, Pisa, Pistoia, il Belgio e l’Albania, gli indagati si sono stabiliti a Altopascio (Lucca), Zagarolo (Roma), e a Lier, in Belgio, dove 4 di loro sono stati catturati. Nel corso delle operazioni è stata rinvenuta e sequestrata una della pistole verosimilmente utilizzate nell’agguato.

Il ‘Kanun’ 

I malviventi, nei loro continui trasferimenti, volevano sottrarsi non solo alla legge, ma anche all’applicazione del ‘Kanun’, un codice di comportamento di origine medievale ancora osservato nel nord dell’Albania, in alternativa alla legge nazionale. Un sistema arcaico di regole che disciplina il sistema delle vendette di sangue, fissando il diritto di punire l'uccisione del proprio familiare, colpendo i parenti maschi dell'assassino fino al terzo grado, purché di età superiore ai 14 anni.

Leggi tutto