Danni dall'uso del cellulare, a Firenze un'altra condanna per l'Inail

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Dopo la sentenza del tribunale di Ivrea, anche quello del capoluogo toscano ha riconosciuto il collegamento tra l’utilizzo del telefono e l’insorgere di un tumore

Stare attaccati al telefono per troppe ore è dannoso alla salute. Dopo il tribunale di Ivrea, anche quello di Firenze, ha riconosciuto il collegamento tra l'uso del telefono cellulare e l'insorgere della malattia, una forma di tumore benigno al nervo acustico. Si tratta della seconda sentenza nel giro di pochi giorni con la quale l'Inail viene condannato a corrispondere una rendita professionale ad un lavoratore per inabilità permanente nella misura del 16%.

Ricorso di un addetto alle vendite

A raccontare il caso fiorentino è l'avvocato Paolo Maresca, che con il suo collega Dario Zangara, dello studio legale Bonafede, ha seguito il ricorso del lavoratore, un addetto alle vendite.

Inail condannata a corrispondere rendita

Il Tribunale di Firenze, sezione lavoro, ha condannato l'Inail, proprio come nel caso di Ivrea, ha spiegato l'avvocato Maresca, a corrispondere una rendita da malattia professionale a un addetto alle vendite che per motivi di lavoro ha trascorso, per oltre 10 anni, 2-3 ore al giorno al telefono. Il perito nominato dal tribunale e quello scelto dal lavoratore danneggiato hanno confermato, rileva l'avvocato che ha seguito il ricorso, "l'elevata probabilità di una connessione tra l'uso del telefono cellulare e la malattia insorta", scientificamente definita un neurinoma del ottavo nervo cranico.

Il caso di Ivrea

Una situazione simile proprio a quella presa in esame a Ivrea, dove il lavoratore aveva utilizzato per 15 anni il telefono sempre all'orecchio destro, per diverse ore al giorno, con conseguenti menomazioni. Sul caso di Ivrea è intervenuta anche l'Associazione nazionale mutilati e invalidi che ha chiesto all'Inail di riconoscere questa nuova malattia professionale.

60 giorni per le motivazioni

Per il caso fiorentino, dopo la sentenza del 21 aprile scorso, bisognerà ora attendere 60 giorni per conoscere le motivazioni della sentenza. 

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