Budrio, sesto giorno di caccia al killer. Potrebbe avere degli appoggi

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Continuano le ricerche Norbert Feher, alias Igor Vaclavic. Secondo il Ris le impronte trovate su un Fiorino rubato corrispondono con quelle sui luoghi dei due omicidi

Continua senza sosta la caccia a Norbert Feher alias Igor Vaclavic, il killer serbo di 41 anni che ha ucciso il barista di Budrio, Davide Fabbri, e la guardia volontaria di Portomaggiore, Valerio Verri. A chiudere il cerchio investigativo sul latitante anche le prove scientifiche fornite dal Ris: il sangue dell'uomo - che corrisponde in entrambi i luoghi del delitto - e infine le impronte trovate sul Fiorino rubato, utilizzato per la fuga, che corrispondono a quelle archiviate nelle banche dati delle forze dell'ordine. Secondo gli inquirenti, potrebbe avere anche degli appoggi.

La ricerca nella “bassa”

Feher forse è ferito (sul Fiorino rubato sono stati trovati cerotti, garze e una maglietta sporca di sangue che ha macchiato anche il volante) ed è di sicuro armato, probabilmente di due pistole. E' braccato da un migliaio di unità (150 carabinieri per ogni turno) ma ha una conoscenza non comune del territorio, di cui riesce a sfruttare le coltivazioni per nutrirsi di ortaggi, frutta e di uova che ruba nei campi. La 'zona rossa' che le forze dell'ordine hanno isolato è un'area di circa 40 chilometri nella “bassa”, tra Bologna e Ferrara, ideale per nascondersi, con paludi, campagne, casolari abbandonati e labirinti di canali.

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Forse una tentata rapina tra i due delitti

Intanto è emerso che un paio di giorni dopo l'omicidio del barista ci sarebbe stato un tentativo di rapina ad Argenta (Ferrara), ai danni di un pachistano, e non si può escludere che l'autore possa essere Norbert Feher. La tentata rapina non sarebbe mai stata denunciata. Obiettivo del tentativo, fatto da una persona che impugnava un'accetta, sarebbe stato un furgoncino guidato dal pachistano. L'assalto però non è andato a buon fine, perché la vittima si è allontanata.

Le identità del killer

Gli uomini dell'Arma, coordinati dalla Procura di Bologna, si sono dati 15 giorni di battute serrate ed ininterrotte prima di cambiare, eventualmente, strategia. Gli inquirenti hanno stabilito, dopo contatti con la Serbia, che i nomi del killer Igor Vaclavic, o Vachlavic, erano solamente alias, così come erano fasulle le tante nazionalità che si è attribuito nel corso degli anni, come quella russa e quella croata. Col nome di Norbert Feher, infatti, il killer è ricercato in Serbia per rapina con violenza sessuale.

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