Lo studio: nel 2020, italiani autonomi economicamente a quasi 40 anni

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Secondo i dati elaborati dalla Fondazione Visentini, nel 2030 si riuscirebbe a non dipendere più da nessuno solo intorno alla cinquantina. Italia al penultimo posto in Europa per equità generazionale

L’autonomia, per i giovani italiani, è un obiettivo sempre più lontano. A rivelarlo è lo studio della fondazione Visentini intitolato "Il Divario generazionale tra conflitti e solidarietà” e presentato il 22 marzo all’università Luiss. Secondo il rapporto, se un giovane di vent’anni, nel 2004, aveva impiegato dieci anni per costruirsi una vita autonoma, nel 2020 ne impiegherà 18, arrivando quindi a 38 anni d’età. E, se si guarda ancora oltre, cioè al 2030, per raggiungere l’autonomia serviranno 28 anni e quindi si riuscirebbe a non dipendere più da nessuno solo intorno alla cinquantina. 

 

Italia penultima in Europa per equità generazionale - Nello studio viene sottolineato anche come l’Italia si trovi in penultima posizione, nell'Ue, per equità intergenerazionale, “facendo meglio solo della Grecia”. Per fronteggiare l’emergenza del divario tra generazioni, “serve una rimodulazione dell’imposizione che, con funzione ridistribuiva, tenga conto della maturità fiscale”.  È questa la proposta contenuta nello studio della fondazione Visentini secondo cui sarebbe necessario anche un “contributo solidaristico da parte della generazione più matura che gode delle pensioni più generose”. 

 

La soluzione: un "patto tra generazioni" - L’ipotesi pensata nello studio per risolvere le diseguaglianze è un vero e proprio “patto tra generazioni” che duri tre anni e che coinvolga circa due milioni di pensionati chiamati a contribuire allo sviluppo dello stesso numero di Neet, cioè di quei giovani che non sono impegnati né nello studio, né nel lavoro, né stanno investendo nella loro formazione. L’obiettivo, secondo la fondazione, si potrebbe raggiungere “attraverso incentivi fiscali e la creazione di un adeguato Fondo di solidarietà per le politiche giovanili”, in modo che si possa dare sostegno anche al costo che l'Italia affronta per i suoi Neet.

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